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ETH: per meno colonne distribuire diversamente abitazioni e uffici

Keystone-SDA

Per ridurre le colonne non serve intervenire unicamente sulla rete stradale, ma occorre distribuire in modo più armonioso abitazioni, uffici e zone di svago. È questo il principale insegnamento di un recente studio del Politecnico federale di Zurigo (ETH).

(Keystone-ATS) La ricerca pubblicata sulla rivista Nature Communications il primo aprile, di cui rende conto oggi l’alta scuola in una nota, “potrebbe contribuire a migliorare la pianificazione urbana e dei trasporti nel medio termine”.

“Le nostre città stanno diventando sempre più complesse e i sistemi di trasporto sono sempre più sotto pressione. È quindi fondamentale comprendere la relazione tra mobilità e città, perché solo così è possibile sviluppare e progettare centri urbani in modo sostenibile”, afferma, citato nel comunicato, Yatao Zhang, l’autore principale della ricerca condotta dall’ETH e dall’università del Wisconsin (USA).

L’esperto di geoinformatica e colleghi hanno analizzato come lo sviluppo urbano e il traffico stradale siano reciprocamente dipendenti confrontando le strade congestionate di 30 grandi città di tutto il mondo, tra cui Zurigo, Singapore e Los Angeles (California, USA). Gli scienziati hanno messo in relazione i dati sugli ingorghi con una serie di caratteristiche urbane come la struttura della rete stradale, ma anche la distribuzione di abitazioni, negozi, spazi per lo sport, per l’amministrazione e la formazione.

I ricercatori, scrive l’ETH, hanno sviluppato un metodo originale con il quale è possibile descrivere l’influenza reciproca delle caratteristiche della città e del traffico nel tempo e persino stabilire relazioni di causa-effetto, cosa che prima non era possibile.

L’utilizzazione mista, a scopo abitativo e di lavoro, dello spazio urbano tende a ridurre il traffico perché accorcia le distanze di pendolarismo. Questo mix è ad esempio ben più marcato nella città sulla Limmat che a Singapore: di riflesso le colonne sono meno lunghe a Zurigo che nella città-Stato asiatica. “Il traffico è creato da ciò che le persone fanno, non solo dall’esistenza delle strade”, riassume Zhang.

“Lo studio fornisce un metodo innovativo per prevedere come i cambiamenti di un elemento urbano – come la costruzione di un grande centro commerciale – influenzeranno il traffico a medio termine”, afferma dal canto suo Martin Raubal, professore di ingegneria della geoinformazione all’ETH, pure citato nel comunicato.

In sintesi, il nuovo metodo sviluppato a Zurigo e Madison, capitale del Wisconsin, aiuta a capire come funzionano effettivamente le misure di politica dei trasporti e quali cambiamenti possono innescare a lungo termine nel tessuto urbano. Tuttavia, sono necessarie ulteriori analisi dettagliate prima che possa essere utilizzato per la pianificazione urbana e dei trasporti a Zurigo o altrove, avverte l’alta scuola nella nota.

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