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Esportazioni ristagnano in aprile, meno scambi con l’Europa

Keystone-SDA

Dopo il rialzo di marzo le esportazioni svizzere hanno ristagnato in aprile, influenzate ancora una volta dall'andamento del comparto farmaceutico, in un contesto di scambi con l'Europa in sensibile flessione.

(Keystone-ATS) Il valore totale dei beni venduti all’estero è salito dello 0,1% rispetto al mese prima, quando era progredito dello 0,9%. In sensibile contrazione risultano le importazioni, diminuite del 3,0% a fronte del +10,3% di marzo.

Le variazioni indicate sono nominali: in termini reali (cioè corrette dell’effetto dei prezzi) si sono attestate rispettivamente a +3,0% (export) e +4,1% (import), emerge dai dati pubblicati oggi dall’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC). Hanno preso la via dell’estero merci per 22,3 miliardi di franchi, mentre in direzione opposta i movimenti ammontano a 19,0 miliardi: il periodo in rassegna si chiude con un’eccedenza di 3,2 miliardi.

Nel confronto con marzo i principali settori dell’export hanno avuto un andamento non unitario. Il ramo di gran lunga più importante, la chimica-farmaceutica, segna (a livello nominale) -3,1% (a 11,1 miliardi di franchi); seguono le macchine e l’elettronica (+5,5% a 4,4 miliardi), l’orologeria (+5,0% a 2,2 miliardi) e i gioielli (-5,2% a 1,0 miliardi).

A livello geografico il continente più interessante per i prodotti elvetici rimane l’Europa (-11,6% a 12,4 miliardi), pur con una netta contrazione; un contributo importante è fornito da Germania (+3,9% a 3,4 miliardi), Slovenia (-50,5% a 1,4 miliardi), Italia (-12,7% a 1,4 miliardi) e Francia (-2,8% a 1,1 miliardi). In progressione è il Nord America (+16,2% a 3,9 miliardi): gli Stati Uniti (+16,0% a 3,6 miliardi) sono il primo importatore di merci dalla Confederazione. Fa un passo in avanti anche l’Asia (+9,8% a 4,7 miliardi), malgrado lo scarso dinamismo della Cina (-1,9% a 1,2 miliardi).

Anche sul fronte delle importazioni il settore più importante rimane quello chimico-farmaceutico (-16,2% a 6,2 miliardi), seguito da macchine ed elettronica (+0,7% a 3,8 miliardi), veicoli (+5,7% a 1,7 miliardi), alimentari (-1,3% a 1,4 miliardi) e metalli (+1,0% a 1,1 miliardi). Riguardo alle regioni, in flessione è l’Europa (-1,1% a 13,8 miliardi), mentre avanzano Asia (+4,4% a 3,5 miliardi) e Nord America (+7,0% a 1,1 miliardi).

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