Esportazioni in forte calo, pesa comparto chimico–farmaceutico
Dopo la forte progressione di luglio le esportazioni svizzere sono nettamente calate in agosto, influenzate ancora una volta dall'andamento del comparto chimico-farmaceutico.
(Keystone-ATS) Il valore totale dei beni venduti all’estero è sceso del 17,2% rispetto al mese prima, quando era salito del 14,6%. In flessione risultano anche le importazioni, diminuite dell’11,6% a fronte del -2,5% di luglio.
Le variazioni indicate sono nominali: in termini reali (cioè corrette dell’effetto dei prezzi) si sono attestate in agosto rispettivamente a -8,6% (export) e -3,1% (import), emerge dai dati pubblicati oggi dall’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC). Hanno preso la via dell’estero merci per 23,1 miliardi di franchi, mentre in direzione opposta i movimenti ammontano a 17,4 miliardi: il periodo in rassegna si chiude quindi con un’eccedenza di 5,6 miliardi.
Nel confronto con luglio i principali settori dell’export hanno mostrato un andamento non unitario. Il ramo di gran lunga più importante, la chimica-farmaceutica, segna (a livello nominale) -32,2% (a 11,0 miliardi di franchi); seguono le macchine e l’elettronica (+6,3% a 4,7 miliardi), l’orologeria (-7,2% a 2,2 miliardi), i gioielli (+6,0% a 1,0 miliardi) e le derrate alimentari (-0,1% a 0,8 miliardi). Se si fa astrazione del ramo chimico-farmaceutico i dati complessivi sarebbero positivi, sottolinea l’UDSC.
A livello geografico il continente più interessante per i prodotti elvetici, malgrado i passi indietro, rimane l’Europa (-9,1% a 15,0 miliardi); un contributo importante è fornito da Germania (+2,0% a 3,9 miliardi), Slovenia (-41,1% a 2,9 miliardi), Italia (-21,4% a 1,6 miliardi) e Francia (-4,1% a 1,2 miliardi). In pesante contrazione è il Nord America (-31,0% a 3,2 miliardi): gli Stati Uniti (-31,2% a 3,0 miliardi) sono comunque il secondo importatore di merci dalla Confederazione. Scivola pure l’Asia (-18,9% a 4,1 miliardi), sulla scia dello scarso dinamismo della Cina (-28,9% a 1,1 miliardi).
Anche sul fronte delle importazioni il settore più importante rimane quello chimico-farmaceutico (-35,8% a 4,4 miliardi), seguito da macchine ed elettronica (+1,4% a 3,8 miliardi), veicoli (+10,3% a 1,9 miliardi), alimentari (+0,1% a 1,4 miliardi) e metalli (+7,0% a 1,2 miliardi). Riguardo alle regioni, la flessione in Europa (-7,5% a 13,2 miliardi) è risultata più marcata di quelle in Asia (-1,2% a 3,6 miliardi) e Nord America (-2,7% a 1,2 miliardi).