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Esportazioni in calo in febbraio, malgrado aumento verso Usa

Keystone-SDA

Dopo l'aumento di gennaio le esportazioni svizzere sono tornate a calare in febbraio, confermando l'andamento altalenante che si osserva ormai da mesi e mostrando peraltro un dato Usa in contro tendenza.

(Keystone-ATS) Il valore totale dei beni venduti all’estero è sceso del 2,7% rispetto a gennaio, quando era salito dell’1,5%. In flessione risultano anche le importazioni, calate dell’8,3%

Le variazioni indicate sono nominali: in termini reali (cioè corrette dell’effetto dei prezzi) si sono attestate rispettivamente a -0,3% (export) e -5,1% (import), emerge dai dati pubblicati oggi dall’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC). Hanno preso la via dell’estero merci per 22,2 miliardi di franchi, mentre in direzione opposta i movimenti sono ammontati a 17,8 miliardi: il periodo in rassegna si chiude così con un’eccedenza di 4,4 miliardi.

Nel confronto con gennaio i principali settori dell’export hanno avuto un andamento in gran parte negativo. Il ramo di gran lunga più importante, la chimica-farmaceutica, segna (a livello nominale) -3,1% (a 11,1 miliardi di franchi); seguono le macchine e l’elettronica (-2,6% a 4,4 miliardi), l’orologeria (+1,3% a 2,2 miliardi) e i gioielli (-2,6% a 1,0 miliardi).

A livello geografico il continente più interessante per i prodotti elvetici rimane l’Europa (-3,5% a 13,9 miliardi), con un contributo importante fornito da Germania (-4,7% a 3,3 miliardi), Slovenia (-4,5% a 1,9 miliardi), Italia (-5,8% a 1,5 miliardi) e Francia (+6,5% a 1,2 miliardi). In forte crescita è il Nord America (+19,4% a 4,1 miliardi): gli Stati Uniti (+21,2% a 3,8 miliardi) hanno il primato di maggiore importatore di merci dalla Confederazione, una posizione in passato spesso disputata con la Germania. Fa un passo indietro l’Asia (-12,9% a 4,0 miliardi), sulla scia del dato della Cina (-19,6% a 1,0 miliardi).

Anche sul fronte delle importazioni il settore più importante rimane quello chimico-farmaceutico (-23,5% a 5,4 miliardi), seguito da macchine ed elettronica (+0,9% a 3,6 miliardi), veicoli (+6,1% a 1,8 miliardi), derrate alimentari (-3,6% a 1,4 miliardi) e metalli (-0,2% a 1,1 miliardi). Riguardo alle regioni, arretrano sia l’Europa (-10,4% a 12,7 miliardi), sia l’Asia (-8,9% a 3,2 miliardi), come pure il Nord America (-27,7% a 1,0 miliardi), a causa degli Usa (-28,6% a 1,0 miliardi).

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