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Erwin Sperisen, nuovo ricorso a Corte europea dei diritti dell’uomo

Keystone-SDA

Erwin Sperisen presenta un nuovo ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) contro la Svizzera e il Tribunale federale. L'ex capo della polizia del Guatemala, denuncia una violazione del suo diritto a essere giudicato entro un termine ragionevole.

(Keystone-ATS) Il ricorso presentato da Sperisen contro l’ultima condanna da parte della giustizia ginevrina, nel settembre 2024, è pendente presso il Tribunale federale da oltre 20 mesi, hanno annunciato questa sera i suoi avvocati in un comunicato.

Due anni fa, la Corte d’appello ginevrina ha condannato Sperisen a 14 anni di prigione per complicità in assassinio. Il caso riguarda il consenso dato dal cittadino svizzero-guatemalteco all’esecuzione di sette prigionieri da parte di una squadra di sicari durante la rivolta del carcere di Pavon, in Guatemala, nel 2006.

Il caso Sperisen si trascina ormai da oltre 14 anni a causa di numerosi ricorsi in appello ed era già giunto giunto nel 2023 davanti alla CEDU, la quale aveva stabilito che l’ex comandante della polizia del Guatemala non ha beneficiato di un processo equo.

Erwin Sperisen, che oggi ha 56 anni, è stato arrestato a Ginevra nel 2012, dopo che si era rifugiato con la famiglia nella Confederazione nel 2007. Da 14 anni si trova in condizioni di privazione della libertà, tra detenzione preventiva, arresti domiciliari e condanna al carcere.

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