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Due contagiati, militari isolano il Selam Palace

Osservare il distanziamento sociale è difficile per chiunque, ma vi sono situazioni in cui è quasi impossibile. Il Selam Palace di Roma, la più grande struttura occupata della capitale, ne è un esempio.

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 aprile 2020 - 08:07
Enrico Marra, Roma

Palazzo Selam, come lo chiamano nelle zone limitrofe, è stato isolato dai militari per l’alto rischio sanitario in seguito alla segnalazione del trasferimento in ospedale di due ospiti con sintomi respiratori, che sono poi risultati positivi alla Covid-19.

Gli abitanti del palazzo restano confinati dentro e nessuno può più entrare eccetto il personale specializzato. Nel palazzo vivono affollate circa 500 persone, tutti immigrati tra richiedenti asilo e rifugiati politici, anche famiglie con bambini. Le condizioni igieniche sono scarse, la popolazione è abbandonata a sé stessa, assistita esclusivamente dai volontari delle associazioni umanitarie.

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Da settimane la dottoressa Donatella D’Angelo che da molti anni si occupa dell’ambulatorio medico al Selam palace, segnala casi di persone malate e ricoverate. Grazie all’aiuto dei volontari dell’associazione ‘Cittadini del mondo’, la dottoressa D’Angelo e l'elemosiniere del Papa, monsignor Konrad Krajewski, sabato scorso hanno distribuito generi di prima necessità e mascherine agli abitanti del palazzo.

In seguito a questi due ennesimi casi di ricovero, risultati fortunatamente negativi alle analisi del tampone a oltre un mese dallo scoppio della pandemia le istituzioni iniziano ad assistere gli ‘invisibili’ di palazzo Selam con un presidio sanitario.

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