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Egitto, Taiwan è patrimonio inalienabile del territorio cinese

Keystone-SDA

L'Egitto rifiuta "qualsiasi interferenza negli affari interni della Cina" e ribadisce il suo "fermo e incondizionato impegno a favore del principio di 'una sola Cina', affermando che "Taiwan è parte inalienabile del territorio della Repubblica Popolare Cinese".

(Keystone-ATS) È uno dei passaggi di una dichiarazione congiunta diffusa al termine degli incontri tra il presidente cinese Xi Jinping e quello egiziano Abdel Fattah al-Sisi.

Nel documento, l’Egitto esprime sostegno alla “riunificazione della Cina”, elogiando “gli storici progressi compiuti dalla Cina sotto la guida del Presidente Xi Jinping” “nel suo percorso di ripresa nazionale e nella costruzione di una nazione forte”.

Xi, da parte sua – aggiunge la dichiarazione congiunta -, “ha espresso il proprio apprezzamento per i progressi compiuti dall’Egitto nella costruzione e nello sviluppo nazionale sotto la guida del Presidente Abdel Fattah al-Sisi, nel quadro della ‘Nuova Repubblica’”.

La questione palestinese resta al centro delle sfide che il Medio Oriente si trova ad affrontare: il presidente cinese Xi Jinping e quello egiziano Al Sisi esprimono, nella dichiarazione congiunta che ha suggellato la visita al Cairo del leader di Pechino, “profonda preoccupazione per la pericolosa escalation israeliana in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, compreso l’intensificarsi della violenza dei coloni, delle confische di terre e della costruzione di insediamenti”.

Hanno inoltre ribadito il loro “categorico rifiuto di qualsiasi piano di sfollamento forzato del popolo palestinese, con qualsiasi pretesto o giustificazione” e chiedono “il consolidamento del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, la facilitazione della consegna senza ostacoli degli aiuti umanitari e il ritorno dell’Autorità Palestinese nella Striscia di Gaza il prima possibile”. Chiedono anche di “preservare l’unità dei territori palestinesi e di sostenere il ruolo dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (Unrwa)”, evidenziando la “necessità di rispettarne il mandato”.

Comune obiettivo – si afferma nel documento – “raggiungere una soluzione giusta e duratura basata sulla soluzione dei due Stati, che garantisca la creazione di uno Stato palestinese indipendente e sovrano entro i confini del 4 giugno 1967, con Gerusalemme Est come capitale”.

Nel corso dell’incontro si è parlato anche della situazione nel Corno d’Africa, che “richiede il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale degli Stati che lo compongono”, in primo luogo il Sudan, “eliminando ogni interferenza esterna”. Hanno infine ribadito la necessità di rispettare il diritto internazionale nel governo delle acque del Nilo e affermato che “la governance e la sicurezza del Mar Rosso sono principalmente responsabilità degli Stati rivieraschi”.

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