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Due ruote, che passione Un rombo da Milano a Taranto

L’hanno giustamente soprannominata la Mille Miglia delle moto: è la mitica Milano-Taranto, gara motociclistica di gran fondo su strada che si disputò dal 1937 al 1940, e dal 1950 al 1956. Da trent’anni, la corsa è stata rispolverata in veste meno agonistica. Per la gioia di centinaia di appassionati, tra cui anche diversi svizzeri.

La prima edizione scattò alla mezzanotte del 2 maggio 1937 e il percorso fu subito pazzesco per le due ruote di allora, ben 1.283 km che si percorrevano in un’unica “tirata”, a gas sempre aperto al massimo.

Su 135 iscritti, il traguardo posto sul viale dell’Arsenale di Taranto fu raggiunto da soli 57 motociclisti: una maratona massacrante, con il vincitore che riuscì chissà come a tenere una media di circa 104 km/h. Per quei tempi, considerando le strade di allora, ben poco asfaltate, polverose e pericolose, davvero una velocità incredibile.


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La corsa, salvo negli anni della seconda guerra mondiale, tenne banco fino al 1956, e l’anno dopo fu sospesa a causa di alcuni gravi incidenti. Ma poi, negli anni Ottanta, l’idea di rispolverare questa mitica competizione in chiave meno agonistica ebbe subito un grande successo tra gli appassionati.

Quest’anno si è tenuta l’edizione numero 31, con 235 motociclisti al via, provenienti da ogni parte del mondo, Giappone, Australia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Olanda, Finlandia, Francia, Austria, Germania, Italia e Svizzera (con un gruppo di sei concorrenti). 

Partenza sempre da Milano, di notte, e arrivo a Taranto però sette giorni dopo, perché la gara è diventata non solo a tappe (da Milano a Pisa, poi da Pisa a Principina Terra, e da qui a Fiuggi, per poi arrivare a San Giovanni Rotondo, poi a Bari e infine a Taranto) ma anche “di regolarità”, il che vuol dire che si devono quindi tenere delle medie particolari, precise al secondo, e per chi arriva troppo presto o troppo tardi ai punti di controllo ci sono delle penalità. 

Il parco moto visto alla partenza, a cui si riferisce il video girato nelle ultime ore prima del via, è stato come sempre uno dei più straordinari che si possa immaginare: al via praticamente due ruote di tutti i periodi storici (dagli anni Trenta fino agli anni Settanta) e di tutte le cilindrate, dai piccoli 50 cc passando per le 125, le 250, le 350, le 500 e oltre e anche i sidecar, a due o a quattro tempi. Un universo rombante di moto d’epoca che non ha eguali al mondo.


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