Disoccupazione: Seco, “abbiamo raggiunto fase di stabilizzazione”
"Abbiamo raggiunto una fase di stabilizzazione, non ancora una svolta".
(Keystone-ATS) È il commento di Jérôme Cosandey, capo della direzione del lavoro presso la Segreteria di Stato dell’economia (Seco), ai dati sulla disoccupazione (3,0% in settembre) diffusi in mattinata dai suoi funzionari.
“La forte crescita del prodotto interno lordo nel secondo trimestre, pari all’1,5% e dovuta in gran parte al settore farmaceutico, ha suscitato un rinnovato clima di fiducia”, argomenta il 56enne. “Questo si è tradotto in investimenti, non solo in macchinari, bensì anche in termini di personale”. A ciò si è aggiunta la normalizzazione della situazione commerciale con gli Stati Uniti e un impatto minore, sulla Svizzera, della crisi in Medio Oriente.
Le differenze regionali restano comunque importanti. Se il Ticino mostra una quota di senza lavoro inferiore alla media nazionale (2,9%), nelle zone francofone il problema è più forte. “Il tasso di disoccupazione più elevato nella Svizzera romanda è dovuto a un mix strutturale”, spiega Cosandey. “Il Giura, il Giura bernese, Neuchâtel e la Vallée de Joux presentano una concentrazione di settori ciclici, quindi strettamente legati alla congiuntura, come l’orologeria”.
Buone nuove arrivano intanto sul fronte della disoccupazione parziale. “Le richieste di lavoro ridotto sono diminuite del 50% dall’inizio dell’anno, segno di una maggiore chiarezza relativa al futuro dopo le incertezze dovute ai dazi doganali”, conclude l’esperto con trascorsi professionali presso Avenir Suisse, laboratorio di idee di matrice liberale.