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Digitalizzazione: popolazione svizzera chiede maggiori controlli

Keystone-SDA

Oltre l'80% della popolazione svizzera nutre maggiore fiducia nei servizi digitali se sono "Made in Switzerland". È quanto emerge da rapporto della fondazione Risiko-Dialog pubblicato oggi.

(Keystone-ATS) I risultati mostrano che gli svizzeri desiderano partecipare alla trasformazione tecnologica, ma allo stesso tempo chiedono maggiore controllo, sovranità digitale e un quadro normativo chiaro.

Più della metà degli interpellati (58%) considera l’infrastruttura digitale “un punto di forza” della Svizzera. L’amministrazione digitale – per esempio gli sportelli online – è vista in modo più positivo quest’anno rispetto al passato, con il 41% dei pareri favorevoli.

Malgrado ciò, e per la prima volta dal 2020, la quota di coloro che considerano negativamente l’influenza della digitalizzazione sulla società è più grande di quella che la ritiene positiva: 41% contro 34%. Aumenta inoltre la sensazione di non riuscire più a stare al passo con la rapida evoluzione tecnologica.

“È importante prendere sul serio i timori della popolazione, affrontare la diffidenza e investire in iniziative educative”, afferma Daniela Ramp, responsabile di progetto presso la fondazione Risiko-Dialog, citata in una nota.

Ambivalenza sull’IA

Secondo l’inchiesta, quasi una persona su due si aspetta che le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale (IA) superino i rischi nei prossimi cinque anni. Allo stesso tempo, solo un quarto degli intervistati ritiene che l’IA creerà nuove opportunità professionali.

Poco più dell’80% degli interpellati afferma inoltre che un marchio “Made in Switzerland” rafforzerebbe la loro fiducia nei servizi digitali. Un marchio europeo non raggiunge questa quota, fermandosi al 53%, osservano gli autori.

La popolazione dichiara di riporre “decisamente più fiducia” nello Stato che nelle aziende private nella gestione di applicazioni digitali come l’e-ID o la cartella clinica elettronica (ad esempio quella del paziente). Ma la mancanza di indipendenza digitale rimane uno dei principali punti deboli, secondo 46% degli interpellati.

Circa il 60% ritiene che la Svizzera debba promuovere attivamente le nuove tecnologie come l’IA per rimanere competitiva, piuttosto che aspettare. Quasi due terzi di loro sono favorevoli a norme più severe contro la disinformazione e i discorsi di incitamento all’odio, anche se ciò limita la libertà di espressione.

La settima edizione del Barometro Digitale è stata realizzata dalla Fondazione Risiko-Dialog, con il sostegno della Mobiliare e condotta per la prima volta in collaborazione con digitalswitzerland. I risultati si basano su 1278 risposte.

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