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Cuoche combattenti, in cucina contro la violenza di genere

Nicoletta Cosentino è la fondatrice del progetto d’imprenditoria sociale Cuoche CombattentiLink esterno. Un’iniziativa che nasce a Palermo e con la quale Nicoletta condivide la sua esperienza di vittima di violenza domestica e allo stesso tempo offre ad altre donne l’opportunità di ricostruire la propria vita.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 settembre 2022 - 10:00
Dario Lo Scalzo

Con il supporto del centro antiviolenza Le Onde OnlusLink esterno di Palermo, Nicoletta Cosentino riesce a superare una lunga storia personale di abusi e a formarsi presso un laboratorio di produzione alimentare. Da quel momento nasce la passione per la cucina che da lì a poco diventa anche un cammino di riscatto personale.

Nel 2019 decide infatti di avviare un’attività imprenditoriale e, ottenendo un finanziamento da Banca Etica, fonda “Cuoche CombattentiLink esterno”, un laboratorio artigianale di conserve e altri prodotti culinari.

Un progetto d’imprenditoria sociale con il quale riesce a coinvolgere altre donne sottratte alle violenze. Attraverso le relazioni instaurate con i centri antiviolenza, con il mondo dell’associazionismo e dell’Università, nel suo laboratorio offre alle donne degli stage e dei tirocini formativi e di lavoro annuali. L’obiettivo è quello di accoglierle, d’incoraggiarle e accompagnarle in un cammino di rinascita interiore, di acquisizione di competenze e di indipendenza economica.

Cavaliera della Repubblica

La cucina diventa così un rifugio per tante donne vittime di violenze, un percorso di autodeterminazione e un luogo di affrancamento personale.

A fine 2020, per il suo impegno sociale, Nicoletta Cosentino viene insignita dal Capo dello Stato Sergio Mattarella del titolo di cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica italiana.

In Italia i dati sulla violenza di genere sono allarmanti. A dicembre del 2021 sono morte di femminicidio 114 donne e di queste 98 sono state uccise in ambito familiare-affettivo (fonte Ministero dell’Interno): in altre parole, un femminicidio ogni 3 giorni.

Secondo i dati pubblicati da D.i.Re, la principale rete di centri antiviolenza in Italia, nel Belpaese ogni giorno 89 donne sono vittime di violenza: dalla violenza psicologica a quella fisica, dalla violenza economica a quella sessuale e allo stalking. Con la crisi pandemica la situazione si è inasprita e i centri antiviolenza hanno segnato un incremento del 73% di casi di violenza domestica. Un fenomeno che accomuna molti Paesi del mondo.

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