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CSt-CN: traffico pesante; anche camion elettrici pagheranno tassa

Keystone-SDA

Anche i camion elettrici dovranno pagare, a partire dal 2031, la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP).

(Keystone-ATS) Oggi le due Camere federali hanno trovato un’intesa sull’ultimo punto ancora in sospeso di un progetto in tal senso. Il dossier è così pronto per le votazioni finali.

Con la sua revisione, il Consiglio federale vuole garantire che il traffico pesante continui a sostenere i propri costi e che prosegua l’incentivazione del trasferimento dalla strada alla ferrovia. Conformemente agli obiettivi cifrati nella legge, dal 2018 non avrebbero dovuto attraversare le Alpi più di 650’000 camion. Questo numero è invece salito a 916’000 nel 2023 e a 960’000 nel 2024.

L’attuale sistema ha raggiunto i suoi limiti a causa dell’evoluzione tecnica dei camion. Oggi, il 90% dei veicoli pesanti rientra nella categoria di tassa meno costosa. Inoltre, i veicoli elettrici a batteria o a idrogeno sono tuttora esentati dalla TTPCP.

Mentre il Consiglio federale proponeva di introdurre il cambiamento già nel 2029, il Parlamento ha deciso di rinviare il termine al 2031. Sono previsti sconti scaglionati fino al 2035, per non frenare l’elettrificazione del parco veicoli. Alla fine i due rami del Parlamento hanno approvato riduzioni più consistenti di quelle previste dal Governo.

Hanno inoltre raggiunto un accordo sulle tariffe della TTPCP. I “senatori” hanno rinunciato a fissare valori minimi e massimi. Hanno seguito in tal senso il Nazionale, che preferiva lasciare al Governo un certo margine di manovra in materia.

Termine di sette anni

Le Camere hanno inoltre accettato che l’importo della tassa possa essere adeguato al rincaro. La TTPCP comprende tre categorie di tassa.

Il calcolo è determinato in funzione del peso totale, dei chilometri percorsi e della norma sulle emissioni EURO. Il Consiglio federale prevedeva di assegnare i veicoli alle diverse categorie per un periodo di sette anni, al fine di migliorare la pianificazione per le imprese.

I “senatori” hanno insistito affinché ogni modifica relativa alle categorie di tassa fosse comunicata con un preavviso di almeno sette anni, per garantire alle imprese una maggiore sicurezza nella pianificazione. La disposizione sarebbe dovuta entrare in vigore anch’essa prima del resto, già dal 2030. La Camera del popolo non era d’accordo, chiedendo sufficiente flessibilità.

Alla fine le due Camere hanno approvato la proposta della Conferenza di conciliazione. Il preavviso di sette anni varrà solo per le modifiche della classificazione dei veicoli nelle categorie. “La soluzione della Conferenza di conciliazione mantiene il termine di sette anni, ma sopprime la parola ‘almeno’ e aggiunge inoltre una disposizione, secondo cui ‘il Consiglio federale deve tenere conto degli sviluppi tecnici ed economici'”, ha spiegato Alex Farinelli (PLR/TI) a nome della commissione.

Prima della pausa pranzo, il Consiglio nazionale ha approvato questa proposta con 125 voti contro 23 e 41 astensioni. Nel pomeriggio, anche il Consiglio degli Stati l’ha accolta con 33 voti favorevoli e 5 astenuti.

Sconti per gli EURO VII

I veicoli diesel oggi più diffusi, conformi alla norma EURO VI, saranno declassati: passeranno dalla tassa meno costosa alla categoria intermedia. Anche i nuovi camion diesel EURO VII, meno inquinanti ma non ancora al livello dei veicoli elettrici, saranno collocati in questa categoria, ma beneficeranno di uno sconto sulla TTPCP fino al 2035.

Non sarà invece sancito nella legge che i veicoli con motore termico della categoria EURO VII beneficino di una riduzione della tassa del 15% fino al 2035. Il Consiglio degli Stati ha ceduto di fronte al Nazionale, che riteneva che il Governo potesse già fissare una simile riduzione tramite un’ordinanza.

La Confederazione riscuote la TTPCP dal 2001 su tutti i veicoli di oltre 3,5 tonnellate che circolano in Svizzera. I proventi vanno per due terzi alla Confederazione, che versa la maggior parte nel Fondo per l’infrastruttura ferroviaria, e per un terzo ai Cantoni. Ammontano in media a circa 1,8 miliardi di franchi all’anno.

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