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CSt: nessuna chance per iniziativa sull’alimentazione

Keystone-SDA

Nemmeno il Consiglio degli Stati vuole sentirci sull'iniziativa sull'alimentazione: oggi il plenum ha raccomandato tacitamente di bocciare il testo, promosso dall'associazione "Acqua pulita per tutti".

(Keystone-ATS) Il Nazionale aveva fatto lo stesso lo scorso mese di dicembre, rinunciando pure a un controprogetto.

L’iniziativa, il cui nome per esteso è “Per un’alimentazione sicura – mediante il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita (Iniziativa sull’alimentazione)”, chiede un riorientamento in favore della sicurezza alimentare. L’agricoltura e l’intera filiera dovrebbero pertanto puntare maggiormente sulla produzione e sul consumo di derrate di origine vegetale anziché animale.

Il testo prevede anche di aumentare il tasso di autoapprovvigionamento netto della Confederazione, che dovrebbe passare dall’attuale 46% ad almeno il 70%. Esige altresì che siano preservate acqua potabile a sufficienza, la biodiversità e la fertilità del suolo. Gli obiettivi andrebbero raggiunti entro 10 anni dall’eventuale adozione.

Obiettivi “irrealistici”

Malgrado alcune simpatie espresse per l’intento di rafforzare l’autonomia alimentare, soprattutto alla luce dell’attuale situazione geopolitica, in aula hanno prevalso i dubbi sull’attuabilità pratica dell’iniziativa.

In particolare, aumentare il grado di autoapprovvigionamento al 70% “non è realistico”, ha detto a nome della commissione preparatoria Peter Hegglin (Centro/ZG), soprattutto in considerazione delle brevi tempistiche. La Confederazione ha già inoltre ampiamente integrato gli obiettivi dell’iniziativa nei lavori sulla politica agricola a partire dal 2030+, ha ricordato il “senatore”, sottolineando come questa strada sia ben più praticabile.

Più ambiziosa del piano Wahlen

Isabelle Chassot (Centro/FR) ha evidenziato come il testo sia addirittura più ambizioso del piano Wahlen, attuato durante la Seconda Guerra Mondiale, quando il tasso di autoapprovvigionamento netto aveva raggiunto all’incirca il 60%. “Ma quella era un’economia di guerra, che necessitava di misure forti”, ha dichiarato la friburghese. Chassot ha poi avvertito che l’accettazione dell’iniziativa causerebbe un incremento dei prezzi, dovuto al diradamento della disponibilità di derrate.

Anche i “senatori” più sensibili alla questione ambientale hanno mostrato scetticismo. Tiana Moser (Verdi liberali/ZH) ha parlato di un’iniziativa “estrema e non realizzabile”, pur affermando di sostenere sul fondo gli obiettivi di tutela della qualità delle acque, della fertilità dei suoli e della biodiversità.

Sulla falsariga del plenum si è schierato pure il governo. In conclusione di dibattito, il consigliere federale Guy Parmelin ha definito la proposta “superflua”. Richiederebbe un “massiccio intervento statale non solo sulla produzione, ma anche sul consumo” e il tutto in tempi brevi, ha inoltre messo in guardia il vodese. “Ciò non significa che le preoccupazioni dei cittadini non vengano prese in considerazione, anzi”, ha tuttavia tenuto ad assicurare Parmelin.

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