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CSt: clausola salvaguardia completata con tassa incitativa

Keystone-SDA

La clausola di salvaguardia, che verrebbe attivata per limitare un'eccessiva immigrazione all'origine di gravi problemi economici e sociali, va completata con una tassa incitativa.

(Keystone-ATS) Lo ha stabilito oggi il Consiglio degli Stati durante l’esame del pacchetto di stabilizzazione Svizzera-Ue (Bilaterali III). Approvata anche la presentazione obbligatoria di un estratto del casellario giudiziale, come avviene già oggi in Ticino, per chi intende stabilirsi in Svizzera.

Clausola salvaguardia

Per limitare l’immigrazione dall’UE dopo l’entrata in vigore del nuovo pacchetto di accordi, la Svizzera dovrà poter adottare autonomamente misure qualora riscontri gravi problemi economici o sociali sul proprio territorio. Tale possibilità è stata definita un successo per i negoziatori elvetici, ha affermato il “ministro” di giustizia e polizia, Beat Jans.

Il Consiglio federale deve valutare – e non solo “può”, come previsto nel progetto governativo – l’attivazione della clausola di salvaguardia qualora venga superata una soglia prestabilita a livello nazionale in quattro settori: immigrazione netta dall’UE, numero di nuovi frontalieri, disoccupazione o tasso di assistenza sociale. Se uno di questi valori viene superato, il Governo deve darsi da fare.

Privilegiare manodopera interna

Sulla clausola di salvaguardia, il plenum è però andato più lontano rispetto a quanto proposto del Governo. Su richiesta della sua Commissione delle istituzioni politiche, i “senatori” vogliono obbligare il Consiglio federale a verificare annualmente se sia necessario ricorrere alla clausola di salvaguardia. Oltre a ciò, la camera dei Cantoni intende introdurre una tassa d’incentivazione.

La maggioranza pensa che, in questo modo, i datori di lavoro saranno spinti a dare la precedenza nelle assunzioni alla manodopera interna. Una tassa correttamente strutturata potrebbe limitare l’immigrazione e garantire al contempo che vengano in Svizzera soprattutto persone che generano un elevato valore aggiunto.

Secondo i “senatori”, il prelievo della tassa per i lavoratori dipendenti dovrà essere di competenza delle imprese. Saranno soggetti al prelievo anche quelle persone maggiorenni che raggiungono la famiglia in Svizzera. I proventi generati da questo balzello dovranno essere distribuiti alla popolazione. Il prelievo dovrà essere previsto anche per i cittadini di Paesi terzi non membri dell’UE, non appena sarà stata attivata la clausola di salvaguardia.

Burocratica e eccessiva

Una tassa sull’immigrazione, nell’ambito della clausola di salvaguardia, non è in contrasto col pacchetto di accordi, ha ammesso Beat Jans. Questi ha tuttavia fatto notare che la sua introduzione comporterebbe notevoli ostacoli giuridici e burocratici. Problematico anche l’ammontare di questo aggravio che prevede aliquote minime comprese tra i duemila e quattromila franchi.

Jans avrebbe voluto stralciare almeno la tassa per i familiari, come chiesto invano da Flavia Wasserfallen (PS/BE). Contrario a questa tassa, Pascal Broulis (PLR/VD) ha sottolineato l’importanza dell’immigrazione per il nostro sviluppo economico. Questa tassa, a detta di Broulis illiberale, sarebbe inoltre in contraddizione con l’obiettivo degli accordi, ossia garantire anche in futuro la prosperità del Paese. Il “senatore” del PLR ha poi fatto notare che l’ammontare della tassa peserà soprattutto su settori con margini già ridotti, come la ristorazione. Broulis ha poi espresso il timore che i Paesi Ue impongano un balzello simile ai molti cittadini elvetici che vivono sui rispettivi territori.

Casellario giudiziario

Prima di affrontare la clausola di salvaguardia, il plenum, grazie al voto decisivo del presidente del Consiglio degli Stati, Stefan Engler (Centro/GR), ha inoltre stabilito che i cittadini comunitari dovranno presentare un estratto del casellario giudiziario al momento del loro arrivo in Svizzera.

Se dovesse emergere che la persona in questione rappresenta un pericolo, il permesso di soggiorno potrà essere negato o limitato. Attualmente i Cantoni applicano questa prassi in modo diverso. Per Esther Freidli (UDC/SG) e il collega di partito, Pirmin Schwander (SZ), senza la presentazione dell’estratto si accetta il rischio che persone con un passato criminale possano immigrare in Svizzera.

La commissione preparatoria proponeva che l’estratto venisse chiesto solo in presenza di un sospetto concreto. Qualsiasi altra soluzione significa sospettare di tutti, ha affermato Tiana Angelina Moser (PVL/ZH). Il “ministro” di giustizia e polizia ha, dal canto suo, rimarcato che la questione del casellario giudiziale non faceva parte del mandato negoziale.

La camera dei cantoni ha anche ha approvato un ulteriore inasprimento proposto da Esther Freidli riguardante il soggiorno permanente dei cittadini comunitari (punto centrale del recepimento parziale della direttiva Ue sulla cittadinanza, n.d.r): i disoccupati o coloro che percepiscono l’assistenza, non dovrebbero poter presentare una richiesta di soggiorno. Per costoro, il termine di cinque anni per l’ottenimento del diritto di soggiorno ricomincerebbe a decorrere da zero.

Beat Jans ha sostenuto invano che un’esclusione generale dal diritto di soggiorno permanente per i beneficiari dell’assistenza sociale non sarebbe compatibile con la libera circolazione delle persone.

Trasporti terrestri e aerei

I “senatori” hanno poi discusso le disposizioni relative ai trasporti terrestri e aerei. Hanno approvato tutte le proposte del Consiglio federale, apportando inoltre una precisazione in materia di concorrenza.

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