La televisione svizzera per l’Italia

CSt: accordo col Mercosur pronto per votazioni finali

Keystone-SDA

L'accordo di libero scambio tra gli Stati dell'AELS (Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein) e il Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) è pronto per le votazioni finali.

(Keystone-ATS) Oggi il Consiglio degli Stati ha eliminato tacitamente l’ultima divergenza col Nazionale. Il plenum si è detto infatti d’accordo con l’aumento di 25 milioni di franchi dei mezzi destinati alla cooperazione internazionale per lottare, in particolare, contro la deforestazione, specie dell’Amazzonia.

Prepararsi al referendum

Dal momento che diverse organizzazioni della società civile, attive nel rispetto dell’ambiente e dei diritti umani, hanno già annunciato il referendum sull’accordo, sia per Tiana Moser (PVL/ZH) che Carlo Sommaruga (PS/GE) è importante per il Consiglio federale poter partecipare ai futuri dibattiti portando elementi concreti che tengano conto delle preoccupazioni di queste cerchie.

Accanto a questi aspetti, il parlamento, sensibile alle preoccupazioni degli ambienti agricoli che temono le ripercussioni dell’accordo sul settore, ha anche deciso di stanziare 517 milioni di franchi per il periodo 2028-2033 a vantaggio dei contadini; si tratta di 480 milioni per crediti d’investimento e 37 milioni per la promozione dello smercio, con una quota riservata alla promozione delle esportazioni agricole. Tale somma è assai superiore a quanto è disposto a fare il governo per questo settore.

Oltre a ciò, il parlamento ha stabilito che il Consiglio federale dovrà controllare attentamente gli effetti dell’accordo sull’agricoltura e sugli altri settori economici, coinvolgendo periodicamente le commissioni parlamentari competenti e gli ambienti interessati e presentando un rapporto al Parlamento cinque anni dopo l’entrata in vigore dell’accordo. In più, l’attuazione degli impegni internazionali della Svizzera in materia di lotta contro il lavoro forzato dovranno essere oggetto di un monitoraggio periodico.

Un’intesa strategica

Nel corso dei dibattiti alle camere, la sinistra avrebbe voluto inserire nella legge disposizioni più vincolanti riguardanti il rispetto dell’ambiente e dei diritti umani, specie per quanto attiene alla lotta contro il lavoro forzato.

Tuttavia, nessuna chance hanno avuto le proposte di integrare nell’intesa le prescrizioni del regolamento dell’UE sulla deforestazione e la proposta di vietare l’importazione di merci prodotte, in tutto o in parte, col lavoro forzato (ivi compresa l’introduzione di poteri d’inchiesta rafforzati e la possibilità di sospendere provvisoriamente le importazioni in caso di sospetti fondati). Per il centro-destra in parlamento, spalleggiato dal “ministro” dell’economia Guy Parmelin, la Svizzera è già impegnata su questi fronti e ne tiene conto nella conclusione dei suoi accordi di libero scambio.

Nel corso delle discussioni, i difensori dell’intesa hanno insistito sull’importanza di questo accordo per l’economia elvetica. Sia tratta di un’intesa “strategica”, perché i diretti concorrenti non restano a guardare; da inizio maggio, infatti, l’Ue ha messo in vigore provvisoriamente un accordo di libero scambio col Mercosur.

Si tratta insomma di non perdere una ghiotta occasione tenuto conto che questo mercato, con i suoi 270 milioni di consumatori e un valore di 3-4 miliardi di franchi l’anno per l’export elvetico, rappresenta 155 milioni annuali di minori dazi per le nostre imprese.

L’accordo in pillole

Il Consiglio federale ha adottato il messaggio sull’Accordo di libero scambio col Mercosur il 25 di febbraio scorso. Stando al governo, l’intesa offre alle imprese svizzere un accesso privilegiato a un mercato di 270 milioni di persone, rafforzando la competitività dell’economia elvetica. Nel 2024 le esportazioni di merci elvetiche verso i suoi Stati hanno superato i 4 miliardi di franchi.

L’intesa regola il mercato con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, mentre la Bolivia, il più recente membro dell’organizzazione economica sudamericana, è esclusa dato che non vi faceva parte al momento dell’inizio delle trattative nel 2017.

Grazie all’accordo, dopo un periodo di transizione circa il 96% delle esportazioni svizzere sarà esente da dazi, generando un risparmio di oltre 155 milioni di franchi all’anno. In cambio, Berna concede un totale di 25 contingenti bilaterali di importazione per prodotti agricoli sensibili, tra cui la carne. La maggior parte di questi contingenti è limitata (inferiore al 2% del consumo totale o corrispondente all’attuale volume di importazioni, sostiene l’esecutivo).

La Svizzera potrà gestire autonomamente i contingenti e l’impatto delle concessioni sull’agricoltura nazionale resterà contenuto, assicura l’esecutivo.

Articoli più popolari

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR