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Crescita Pil è positiva, ma è da vedere se la ripresa terrà

Keystone-SDA

La forte crescita registrata a sorpresa dall'economia svizzera nel secondo trimestre (il prodotto interno lordo è salito dell'1,5% rispetto ai primi tre mesi) è un segnale positivo, anche se non deve indurre a credere che la ripresa proseguirà nei prossimi mesi.

(Keystone-ATS) È questa la reazione degli esperti alla prima stima diffusa stamani dalla Segreteria di Stato dell’economia (Seco).

“Ci aspettavamo un’accelerazione dell’espansione, ma non dell’entità indicata”, commenta Alexis Körber dell’istituto BAK Economics, aggiungendo che alcuni indicatori anticipatori come l’indice dei responsabili degli acquisti e le esportazioni avevano comunque fatto presagire una sorpresa positiva.

Secondo Fredy Hasenmaile di Raiffeisen il traino principale è arrivato dal settore chimico-farmaceutico, che potrebbe aver beneficiato di nuovi effetti di anticipo legati alle minacce tariffarie del presidente americano Donald Trump.

Malgrado la sorpresa, gli analisti di Banca Migros invitano peraltro a non lasciarsi prendere dall’euforia. “La crescita dell’1,5% è un chiaro segnale positivo, ma non un nuovo stato permanente. Potrebbe essere influenzata da effetti settoriali volatili o eventi speciali. Almeno fino a quando non saranno disponibili i dati dettagliati ci tratteniamo dall’entusiasmo”. A frenare le prospettive future restano la fragile congiuntura mondiale, i conflitti commerciali e il rischio di un nuovo apprezzamento del franco.

Raiffeisen prevede una correzione nei prossimi mesi. “Nel terzo trimestre potrebbe seguire un movimento contrario”, spiega Hasenmaile, pur notando che sembra comunque confermarsi la fine della stagnazione industriale globale durata tre anni.

Intanto però le previsioni annuali sono state riviste al rialzo: BAK Economics pronostica ora una crescita intorno all’1,5% invece dell’1% iniziale, mentre Banca Migros ha alzato la propria proiezione per il 2026 all’1,7% (da +1,5%) e all’1,9% per il 2027. Swiss Life, con il capoeconomista Marc Brütsch, prevede un’espansione tra l’1,5% e il 2,0%, rispetto al precedente 1,3%, nonostante i possibili effetti compensativi nell’industria farmaceutica e i temporanei rallentamenti legati alla navigazione sul Reno.

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