Crescita in Svizzera, BAK Economics alza nettamente le stime
BAK Economics corregge nettamente al rialzo le sue previsioni per la crescita svizzera nell'anno in corso, ritoccando però lievemente al ribasso quelle relative ai dodici mesi successivi.
(Keystone-ATS) Concretamente gli esperti dell’istituto renano stimano che nel 2026 il prodotto interno lordo (Pil) salirà dell’1,8% al netto degli eventi sportivi, a fronte dello 0,8% pronosticato in precedenza. La correzione – spiega il BAK in un comunicato odierno – è dovuta ai dati sorprendentemente positivi relativi all’espansione economica del secondo trimestre (+1,5% rispetto alla prima parte dell’anno).
Per il 2027 gli specialisti basilesi hanno invece abbassato dall’1,4% all’1,3% la loro previsione. Secondo la motivazione fornita, parte della dinamica sorprendentemente elevata registrata nell’anno in corso è infatti da attribuire agli effetti di anticipazione legati alla politica doganale americana. Gli economisti mantengono tuttavia un atteggiamento cauto anche a causa delle incertezze geopolitiche e del conflitto in Medio Oriente. “La sicurezza di pianificazione, fondamentale per gli investimenti, non è migliorata in modo sostanziale”, si legge nella nota.
Il BAK mantiene la previsione di inflazione per il 2026 allo 0,6% e la aumenta solo leggermente per il 2027, portandola dallo 0,7% allo 0,8%. Malgrado ciò reputa probabile che la Banca nazionale svizzera (BNS) aumenti i tassi già in dicembre: la congiuntura elvetica più solida e il rincaro tornato chiaramente positivo hanno infatti modificato il quadro di riferimento. Secondo l’istituto il ritocco al tasso guida non andrebbe però interpretato come l’inizio di un classico ciclo di inasprimento della politica monetaria: si tratterebbe piuttosto di una misura di normalizzazione.