Crans-Montana: una delle peggiori tragedie del Paese, Parmelin
Le circostanze sono drammatiche: l'incendio della scorsa notte a Crans-Montana (VS) rappresenta una delle peggiori tragedie che hanno colpito il nostro Paese. Lo ha affermato il presidente della Confederazione Guy Parmelin in una conferenza stampa stasera a Sion.
(Keystone-ATS) “Il Consiglio federale ha appreso con grande commozione la notizia di questo evento ed è a suo nome che mi rivolgo a voi oggi”, ha detto Parmelin. Quello che è successo stanotte – ha proseguito – in questo locale pubblico “è un dramma di proporzioni senza precedenti e devastanti”. Molte persone hanno perso la vita, molte altre sono rimaste ferite. “Dietro questi numeri ci sono volti, nomi, famiglie, destini brutalmente interrotti, completamente stravolti o sconvolti per sempre”.
Il Consiglio federale – ha detto il presidente della Confederazione – è sicuro di poter contare sulle autorità locali e su tutti gli operatori coinvolti affinché la presa in carico e l’identificazione delle vittime, così come lo svolgimento delle indagini penali, siano garantiti con la professionalità, il rigore e la diligenza che dobbiamo ai nostri compatrioti e alle persone che erano venute dall’estero per trascorrere le vacanze di Natale sul Plateau.
Una grande solidarità
Parmelin ha affermato che il governo apprezza la solidarietà che è stata organizzata in tutta fretta e ringrazia tutti i corpi cantonali che si sono mobilitati su richiesta del governo vallesano. Anche la Confederazione è ovviamente a disposizione. “Posso assicurare che la Svizzera è totalmente impegnata nell’adempimento dei compiti che le competono in questo senso e che si assumerà tutte le sue responsabilità in materia”, ha aggiunto. Il presidente della Confederazione ha pure ringraziato anche tutti i Paesi che si sono messi in contatto per offrire i servizi dei loro esperti.
Le autorità investigative – ha detto Parmelin – stanno lavorando per capire esattamente cosa è successo. “Ho piena fiducia nella loro competenza affinché la verità venga alla luce senza ombra di dubbio. Lo dobbiamo alle vittime, alle loro famiglie e a tutti i nostri concittadini che sono sconvolti da questo dramma”.
Svizzera è Paese forte e unito
Questo giovedì deve essere un momento di preghiera, di unità. E di dignità. La Svizzera è un Paese forte, non perché sia al riparo dai pericoli, ma perché sa affrontare le difficoltà con coraggio e spirito di solidarietà. Il caso di Crans-Montana non fa eccezione alla regola. Le bandiere a mezz’asta di Palazzo federale da oggi e per cinque giorni sono un modo simbolico per rendere onore e rispetto alle vittime.
“Voglio ricordare un’ultima cosa. Una tragedia così grave non deve scuotere i valori che definiscono la nostra società. Anzi, è rimanendo fedeli a questi valori che renderemo il più bel tributo a chi ha perso la vita. Oggi la Svizzera è triste. Ma oggi la Svizzera è anche unita nel cuore, unita nel dolore”, ha concluso Parmelin.
40 morti, 115 i feriti
Il presidente del Consiglio di Stato vallesano Mathias Reynard ha precisato le dimensioni della catastrofe. Complessivamente ci sono circa 40 morti e 115 persone a carico dei centri ospedalieri, un’ottantina delle quali definite in “situazione critica”. Riguardo ai soccorritori, sul luogo sono operative 150 persone, 42 ambulanze, 13 elicotteri e 3 camion di soccorso. Circa 35 persone si sono recate in ospedale con mezzi propri.
L’aiuto degli ospedali specializzati di altri cantoni è determinante. Anche diversi altri Paesi, tra cui Francia, Germania e Italia, si sono offerti di accogliere alcuni feriti. Dato che i posti e le competenze sono limitati nel nostro Paese, “ovviamente accogliamo con favore e ringraziamo questi Paesi amici che ci offrono il loro aiuto. Ed è molto probabile che nelle prossime ore alcuni pazienti saranno trasferiti in ospedali dei paesi limitrofi”.
Reynard ha ribadito l’invito alla popolazione vallesana ad essere prudente: “Se ci volete aiutare state a casa ed evitate di intasare strade e strutture mediche”. Il consigliere di Stato ha poi espresso vicinanza e condoglianze alle famiglie in lutto o colpite dal terribile dramma di ieri sera. Ha anche manifestato la sua piena fiducia nei confronti delle squadre, del personale impegnato, sia per la cura dei pazienti che delle squadre di polizia sul posto.
L’allarme poco dopo l’1.30
Il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud ha testimoniato lo choc e la disperazione del suo comune di fronte a questa tragedia. Anche il comandate della polizia cantonale Frédéric Gisler ha espresso cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime. Ha poi ripercorso rapidamente i fatti della notte: l’allarme scattato all’1.32, l’arrivo sul posto delle pattuglie di polizia e dei pompieri. Le azioni compiute dalle squadre di soccorso e l’apertura di una helpline.
Per i prossimi giorni – ha aggiunto – la priorità sarà l’identificazione delle persone decedute affinché i loro corpi possano essere rapidamente sepolti. “Visto che Crans è una località internazionale, possiamo aspettarci che ci siano vittime straniere”, ha detto Gisler.
La procuratrice generale del Vallese Beatrice Pilloud ha dal canto suo aggiunto che il ministero pubblico vallesano farà tutto il possibile per dare le migliori risposte possibili alle tante domande che le famiglie si stanno ponendo. Il ministro ha aperto un’indagine sulle circostanze dell’incendio e sono state messe in campo risorse importanti, soprattutto mediche, per identificare le vittime. Il lavoro richiederà tempo. Gli investigatori prediligono l’ipotesi di un incendio non doloso: “Non abbiamo nessun sospettato”.