Crans-Montana: Svizzera è unica grande famiglia in lutto, Parmelin
"L'intera Svizzera è diventata un'unica grande famiglia in lutto". Così il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha esordito durante la cerimonia commemorativa dedicata alle vittime dell'incendio del bar "Le Constellation" di Crans-Montana (VS).
(Keystone-ATS) Davanti alle famiglie, ai parenti e alle autorità riuniti oggi a Martigny (VS), Parmelin ha evocato con toni commossi la tragedia che ha segnato il primo giorno del 2026. “L’inizio dell’anno avrebbe dovuto essere accompagnato dai consueti buoni propositi, quelli che si possono formulare davanti a pagine ancora bianche”, ha detto il presidente della Confederazione, ricordando come per molti giovani quei sogni “si sono prematuramente infranti nella cenere di una notte di orrore”.
Parmelin ha poi citato Sant’Agostino per collocare la cerimonia “al crocevia tra ieri e domani, tra la memoria e la speranza”. Ha quindi sottolineato l’unità di una nazione nel dolore: “Oggi abbiamo la rara occasione di essere uniti nel condividere il peso di questo fardello. La nostra unione non lo renderà più leggero, ma se potrà contribuire anche solo in minima parte ad alleviare la nostra infinita tristezza, avrà già raggiunto il suo scopo”.
Parmelin ha ricordato le 156 vittime – tra morti e feriti -, molte delle quali provenienti dall’estero – Australia, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Repubblica Democratica del Congo, Finlandia, Francia, Grecia, Israele, Italia, Lussemburgo, Filippine, Polonia, Portogallo, Romania, Regno Unito, Serbia, Repubblica Ceca e Turchia – che stavano trascorrendo momenti di svago in Svizzera. “Il nostro Paese è e continuerà a essere vicino a tutte le famiglie, in Svizzera e all’estero, la cui vita è stata stravolta in modo così brutale e irreversibile”, ha assicurato.
Il presidente della Confederazione ha espresso “la più viva gratitudine” per le testimonianze di solidarietà internazionale e per l’assistenza sanitaria ricevuta, ricordando che diversi feriti, tra cui cittadini svizzeri, sono attualmente in terapia intensiva in Francia, Belgio, Germania e Italia. “Questa solidarietà nazionale e internazionale ci commuove e ci rende riconoscenti. Grazie ad essa, sappiamo di non essere soli nell’avversità”, ha aggiunto.
Parmelin ha poi ringraziato soccorritori, medici, polizia e tutti coloro che hanno contribuito a salvare vite e a far emergere la verità, definendo questo “un presupposto indispensabile del patto di fiducia” tra istituzioni e società.
Guardando al futuro, il consigliere federale ha parlato di una speranza “dai contorni sfocati”, che trova sostegno nella resilienza e nella capacità della giustizia di accertare eventuali inadempienze “senza ritardi né indulgenze”. Ha poi definito il 9 gennaio 2026 un “giorno di commemorazione e soprattutto di amore” per le vittime, i feriti e i loro cari, ma anche “un giorno di responsabilità” per autorità e legislatore, chiamati a trarre insegnamenti per garantire “il massimo livello di sicurezza negli edifici aperti al pubblico”.
In chiusura, Parmelin ha definito la tragedia “inimmaginabile, indescrivibile, invisibile”: inimmaginabile perché un Paese fondato su rigore e affidabilità deve saper prevedere i rischi; indescrivibile perché nessun aggettivo può quantificare il dolore; invisibile perché molte vittime non ci sono più, “ci hanno lasciato nel bar che portava il nome di un gruppo di stelle” e “continueranno a brillare nei nostri ricordi”.