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Crans-Montana: Jacques Moretti può uscire di prigione

Keystone-SDA

Jacques Moretti può uscire di prigione. Il Tribunale delle misure coercitive (TMC) ha annunciato oggi la revoca della detenzione preventiva del proprietario del bar di Crans-Montana (VS) in cui nella notte di Capodanno sono morte 40 persone e rimaste ferite 116.

(Keystone-ATS) Moretti, che ha pagato una cauzione di 200 mila franchi, sarà comunque sottoposto a misure cautelari: “si tratta delle misure classiche che consistono nel divieto di lasciare il territorio svizzero, nell’obbligo di depositare tutti i documenti di identità e di soggiorno presso il Ministero pubblico, nell’obbligo di presentarsi quotidianamente alla polizia e quindi nell’obbligo di versare una cauzione”.

Il TMC di Sion ha fissato tale cauzione a 200’000 franchi, “importo stabilito dal Ministero pubblico e che il tribunale ha ritenuto adeguato e dissuasivo”, ha precisato il Tribunale delle misure coercitive. La somma è stata versata oggi sul conto del Ministero pubblico, è stato aggiunto.

Il TMC è giunto a questa conclusione dopo “una nuova valutazione del rischio di fuga e dopo aver esaminato l’origine dei fondi e la natura dei rapporti tra l’imputato e la persona che ha versato tale importo, che è uno dei suoi amici stretti”, ha aggiunto l’istanza.

Quest’ultima non ha comunicato l’ora né la data del suo rilascio, insistendo sul fatto che non risponderà ad alcuna domanda. Potrebbe essere rilasciato nelle prossime ore.

Il TMC aveva ordinato la detenzione preventiva per un periodo iniziale di tre mesi, a causa del rischio di fuga. Moretti era detenuto nel carcere di Sion dal 9 gennaio scorso. Assieme alla moglie Jessica è indagato per omicidio, lesioni personali e incendio colposi.

Presunzione di innocenza

Il TMC ha ricordato che per l’imputato vale la presunzione di innocenza fino all’entrata in vigore di una sentenza di condanna. “Il principio cardine del procedimento penale svizzero è quindi che l’imputato rimanga in libertà fino al processo, poiché la detenzione preventiva può essere disposta solo in casi eccezionali come ultima ratio per garantire il corretto svolgimento delle indagini”, viene sottolineato.

“Pertanto, se misure meno coercitive della detenzione preventiva consentono di ottenere lo stesso risultato, tali misure (dette sostitutive) devono essere obbligatoriamente disposte al posto della detenzione. Si sottolinea infine che la detenzione preventiva subita finora dall’imputato non aveva lo scopo di punirlo”, ha precisato ancora il tribunale.

Incomprensione

La reazione di Romain Jordan, avvocato di diverse famiglie delle vittime, non si è fatta attendere. In un comunicato, scrive di non voler commentare “le questioni relative alla detenzione preventiva.

Per quanto riguarda le indagini, aggiunge il legale, “i miei clienti sottolineano che, ancora una volta, non viene presa in considerazione la possibilità di collusione e di distruzione delle prove, un rischio che li preoccupa fortemente e compromette l’integrità dell’istruzione penale”.

Dal canto loro, gli avvocati Yaël Hayat, Nicola Meier et Patrick Michod, legali dei proprietari del “Le Constellation”, dichiarano in una nota che “i coniugi Moretti prendono pienamente atto della decisione resa e degli obblighi che essa impone. Jessica e Jacques Moretti continueranno ora a rispondere insieme a ogni richiesta delle autorità. I loro pensieri restano costantemente rivolti alle vittime di questa tragedia”.

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