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Crans-Montana (VS): identificati tutti i morti

Keystone-SDA

Sedici ulteriori vittime dell'incendio di Crans-Montana sono state identificate, hanno comunicato in serata le autorità vallesane. Tutte le 40 persone decedute nell'incendio di Capodanno del bar "Le Constellation" sono state ora riconosciute.

(Keystone-ATS) Le operazioni di identificazione sono state condotte dalla Polizia cantonale vallesana, dal DVI (Disaster Victim Identification) e dall’Istituto di medicina legale, si legge in un comunicato.

La maggioranza delle persone morte nell’incendio erano giovanissime: due persone avevano solo 14 anni e sei 15. La fascia più colpita è quella dei sedicenni, con nove vittime, seguita dai diciottenni, che sono sei. Si contano inoltre tre vittime di 17 anni

Tra i giovani adulti, due persone avevano 20 anni, tre 21 anni e altre tre 22 anni. Una vittima aveva 23 anni, due avevano 24 anni e una 26 anni. Completano il bilancio una persona di 33 anni e una di 39 anni. La maggior parte delle persone decedute era di cittadinanza svizzera (con 22 vittime).

Responsabilità penali

Prosegue intanto l’inchiesta per chiarire eventuali le responsabilità penali e le circostanze precise dell’incendio. Le verifiche riguarderanno, tra l’altro, l’esame della documentazione fornita dal Comune, la conformità dei lavori eseguiti dai gerenti del bar “Le Constellation”, i materiali impiegati, le vie di fuga, i dispositivi antincendio e il rispetto delle norme vigenti in materia di sicurezza.

Dalle prime indagini, l’origine dell’incendio sarebbe collegata all’uso di “fontane pirotecniche”: dispositivi non metallici contenenti sostanze che producono scintille e fiamme, progettati per essere posti a terra, fissati su supporti o tenuti in mano.

Le testimonianze raccolte parlano di un incendio che si è propagato rapidamente, generando fumo intenso e un’ondata di calore significativa. Tutto si sarebbe svolto molto velocemente, ha sottolineato la procuratrice generale vallesana Béatrice Pilloud.

Nessuna detenzione preventiva

I due gerenti rimanono comunque per il momento a piede libero: non sussistono i requisiti per porli in detenzione preventiva, ha precisato Pilloud.

Non vi sono infatti elementi che facciano temere una fuga dei due imputati per sottrarsi al procedimento penale o a una eventuale condanna. Gli altri criteri per la detenzione preventiva, come il rischio di recidiva o di inquinamento delle prove, non sono rilevanti nel caso in questione, ha indicato la procuratrice.

La coppia è accusata di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo. Rimane valido il principio di presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva.

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