Crans-Montana: respinta richiesta ricusazione procuratrici
La Camera penale del Tribunale cantonale vallesano ha respinto le richieste di ricusazione nei confronti delle procuratrici che indagano sull'incendio di Capodanno del "Le Constellation" di Crans-Montana.
(Keystone-ATS) La domanda era stata inoltrata lo scorso febbraio dal legale del padre di una ragazza deceduta nel tragico rogo.
Nella sua sentenza, emessa ieri, l’istanza ha rimandato al mittente tre richieste di ricusazione. “La Camera penale non ha riscontrato errori particolarmente gravi o ripetuti da parte del Ministero pubblico che costituissero gravi violazioni dei doveri dei magistrati e che denotassero un’apparenza oggettiva di parzialità delle procuratrici interessate”, si legge nelle motivazioni.
La prima richiesta era rivolta contro la procuratrice generale Béatrice Pilloud, la seconda contro la procuratrice generale aggiunta Catherine Seppey e le due altre magistrate che fanno parte del pool di quattro donne incaricato delle indagini e la terza contro la procuratrice dell’Ufficio regionale del Vallese centrale inizialmente responsabile del procedimento in qualità di magistrato di turno.
Nella sua domanda del 6 febbraio, l’avvocato Garen Ucari denunciava un numero senza precedenti di gravi carenze ed errori, perlopiù evidenti, nella conduzione del procedimento, che a suo dire hanno portato alla scomparsa o alla potenziale contaminazione di prove. Stando al legale ginevrino, c’era materiale per mettere in dubbio l’idoneità delle procuratrici a svolgere il loro incarico.
Tra le mancanze citate figuravano l’assenza di misure volte a scongiurare il rischio di collusione (in particolare la privazione della libertà della coppia proprietaria del bar, Jacques e Jessica Moretti), l’assenza di un esame medico-legale, la gestione caotica delle autopsie o ancora la violazione dei diritti degli accusatori privati. Questi ultimi sono stati deliberatamente esclusi dalle prime audizioni, secondo un documento che Keystone-ATS ha potuto consultare.
“Non si può non rimanere colpiti dalla totale mancanza di autocritica da parte della giustizia vallesana, che si conferisce un attestato di autocompiacimento”, ha reagito Ucari all’agenzia francese Afp. Il difensore ha indicato che il suo assistito ha appreso la decisione “con profonda delusione” e che verrà inoltrato un ricorso presso il Tribunale federale.