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Crans-Montana: proprietari bar promettono “piena collaborazione”

Keystone-SDA

I proprietari del bar "Le Constellation" a Crans-Montana (VS), in cui 40 persone sono morte in un incendio la notte di Capodanno, hanno promesso la loro "piena collaborazione" con gli inquirenti. Si dicono "devastati e sopraffatti dal dolore".

(Keystone-ATS) “Nessuna parola è sufficiente per descrivere la tragedia avvenuta quella notte a Capodanno al Constellation”, hanno riferito all’agenzia di stampa France-Presse (AFP) i due cittadini francesi, nella loro prima dichiarazione pubblica da quando è stata aperta un’inchiesta penale nei loro confronti, lo scorso sabato, in seguito al rogo. “Non cercheremo in alcun modo di sottrarci alle nostre responsabilità”, hanno aggiunto.

L’indagine per “omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo” dovrà in particolare esaminare la conformità dei lavori realizzati dalla coppia nel 2015, i materiali utilizzati, le vie di fuga, i mezzi di estinzione e il rispetto delle norme antincendio, in particolare l’installazione sul soffitto di una schiuma, un materiale fonoassorbente, che sembra essersi incendiato molto rapidamente.

Nel comunicato trasmesso dai loro avvocati, la coppia ha assicurato di avere “piena fiducia negli inquirenti affinché facciano luce sulla vicenda e rispondano a tutte le domande” e hanno ribadito la loro “piena collaborazione”.

“Siamo devastati e sopraffatti dal dolore, i nostri pensieri sono costantemente rivolti alle vittime, ai loro cari che subiscono un lutto così brutale e prematuro, e a tutti coloro che stanno lottando per la propria vita”.

Hanno inoltre espresso “eterna riconoscenza e rispetto” alle forze dell’ordine, ai soccorritori e ai sanitari. I gestori manifestano anche “piena e totale solidarietà” ai dipendenti, precisando che il procedimento impedisce loro di contattarli.

Noto alla giustizia

Secondo fonti vicine al caso, il proprietario del bar era noto alla giustizia francese per un caso di sfruttamento della prostituzione: era stato incarcerato in Savoia nel 2005 e poi condannato nel 2008 a una pena detentiva.

Stando al quotidiano francese “Le Dauphiné Libéré”, l’uomo era stato accusato di aver reclutato giovani donne in Francia per farle lavorare in un salone di massaggi a Ginevra. La stessa fonte indica che la sua condanna era stata accompagnata dal divieto di gestire un’impresa in Francia.

Secondo un’altra fonte, in passato era stato anche coinvolto in altre sette vicende di carattere penale, in particolare per truffa, senza che ciò portasse a condanne.

Al termine dell’inchiesta penale il ministero pubblico vallesano deciderà se archiviare il caso o emettere un atto di accusa nei confronti della coppia. Nel frattempo, gli interessati non sono stati posti in detenzione preventiva. Fino al termine delle indagini vale la presunzione di innocenza.

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