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Crans-Montana: investigatori della procura di Roma oggi in Vallese

Keystone-SDA

Sei investigatori della procura di Roma - magistrati e poliziotti - saranno oggi e domani a Sion, nell'ambito dell'indagine sulla tragedia del 1° gennaio a Crans-Montana (VS), in cui sono morte 41 persone, di cui 6 italiani.

(Keystone-ATS) “Il pool investigativo della procura di Roma, accompagnato da un interprete, potrà accedere a tutti gli atti del dossier, che conta diverse migliaia di pagine”, ha precisato la procuratrice generale del canton Vallese, Beatrice Pilloud, all’agenzia Keystone-ATS. “Potranno consultarli ma non farne copie”.

Affinché gli atti che non contengono alcun nome possano essere trasmessi all’Italia, la procura di Roma dovrà infatti ottenere una decisione procedurale del Ministero pubblico vallesano, chiamata decisione incidentale.

Con l’accordo delle persone citate

Per i documenti in cui sono indicati nomi e cognomi, invece, la procura del canton Vallese dovrà anche chiedere il consenso delle persone menzionate. Queste ultime devono essere d’accordo che i documenti vengano trasmessi agli investigatori italiani. Successivamente, il ministero pubblico vallesano emetterà nuovamente decisioni intermedie e potrà quindi trasmettere – o meno – tali documenti ai colleghi. Queste procedure mirano a far avanzare il procedimento in Italia.

Tuttavia, tali atti potranno essere utilizzati dalla procura della capitale italiana solo quando sarà presa una decisione sulla conclusione della commissione rogatoria internazionale.

Promessa mantenuta

Lo scorso 19 febbraio, delegazioni svizzere e italiane, guidate rispettivamente da Beatrice Pilloud e dal procuratore capo della Repubblica di Roma Francesco Lo Voi – che non sarà presente questa settimana in Vallese – si erano incontrate per una riunione presso l’Ufficio federale di giustizia (UFG) a Berna. In quell’occasione, la procuratrice generale vallesana aveva ribadito la scelta del ministero pubblico di rispondere favorevolmente a una richiesta di assistenza giudiziaria della procura di Roma del 30 gennaio scorso.

Durante questo incontro, le parti avevano inoltre confermato che “il Ministero pubblico del canton Vallese mantiene la direzione del procedimento sul territorio svizzero, vale a dire che decide, tra l’altro, quali mezzi di prova vengono raccolti e se gli investigatori italiani assistono alla loro acquisizione”, aveva ricordato l’UFG. Alla procura di Roma incombe, invece, la stessa responsabilità sul territorio italiano.

Cooperazione rafforzata

La presenza degli investigatori italiani, questa settimana a Sion, conferma la volontà delle parti di cooperare in modo rafforzato per far avanzare l’indagine.

Come detto, tra le 41 vittime dell’incendio di Capodanno al bar “Le Constellation”, sei sono italiane, a cui si aggiungono diversi feriti. In seguito alla scarcerazione del proprietario del bar Jacques Moretti, il 24 gennaio scorso, l’ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado era stato richiamato a Roma.

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