CPI, comandante ribelle colpevole di crimini contro umanità
La Corte penale internazionale (CPI) ha ritenuto colpevole un ex comandante ribelle della Repubblica centrafricana per quattro capi d'accusa relativi a crimini contro l'umanità, tra cui tortura e detenzione illegale.
(Keystone-ATS) Mahamat Said Abdel Kani è stato invece assolto da tre capi d’accusa per crimini di guerra. La pena sarà annunciata in una data successiva. La CPI ha stabilito che il 56enne ha supervisionato percosse e maltrattamenti in qualità di capo di un’unità carceraria mentre il paese precipitava nella guerra civile nel 2013.
Il condannato gestiva il centro di detenzione dell’Ufficio centrale per la repressione del banditismo (Ocrb) nella capitale Bangui, dove venivano inflitti ai prigionieri atti di tortura e privazione.
La giudice presidente, Miatta Maria Samba, ha riferito che un metodo spesso utilizzato era l'”arbatachar”, che consisteva nel legare strettamente tra loro mani, gomiti e piedi dei prigionieri dietro la schiena. Altri detenuti erano picchiati con corde e fruste e bagnati con acqua, ha aggiunto.
Said teneva alcuni prigionieri in una cella priva di servizi igienici e situata sotto il suo ufficio. “I detenuti erano costretti a urinare e defecare all’interno della cella sotterranea. Quest’ultima era buia, angusta, sporca e scarsamente ventilata”, ha dichiarato la giudice.
La CPI ha riconosciuto le sofferenze e i traumi delle vittime, che hanno testimoniato riguardo all’impatto duraturo di tali crimini.