Consiglio Europa: Berset, preoccupano ingerenze esterne su Mondiali
"Questa edizione del campionato mondiale di calcio ha sollevato numerose questioni legate all'influenza esterna sulla competizione", afferma il segretario generale del Consiglio d'Europa, Alain Berset, a poche ore dal fischio d'inizio della finale.
(Keystone-ATS) Portando come esempio anche la sospensione del cartellino rosso allo statunitense Falorin Balogun in seguito alla telefonata del presidente americano Donald Trump al presidente della Federazione internazionale di calcio (FIFA) Gianni Infantino, Berset punta il dito su tutto ciò che a suo avviso ha inquinato la Coppa del mondo FIFA 2026 e consiglia alla Federazione di aprire immediatamente “un dibattito su come proteggere il calcio dalle crescenti pressioni politiche, finanziarie e legate alle scommesse in vista dell’edizione del 2030”.
Oltre “all’entrata in campo” delle ingerenze politiche, una rimessa in causa dell’autorevolezza degli arbitri, insulti razzisti verso i calciatori, l’ex consigliere federale evidenzia che questi Mondiali sono stati caratterizzati dai crescenti rischi legati alle scommesse sportive. “Le scommesse non vertono più sul risultato di una partita, ma sui momenti che un singolo giocatore può creare senza modificare il punteggio”, afferma Berset, sottolineando come questo sia “una porta aperta alle frodi” e che “questo Mondiale ha spalancato ancora questa porta” perché “per la prima volta, la FIFA ha accolto un attore del settore delle scommesse come partner ufficiale, proprio all’interno degli stadi stessi”.
Il segretario generale sostiene quindi che la FIFA debba agire prima del fischio d’inizio del campionato mondiale di calcio del 2030 per rafforzare le misure a tutela dell’integrità della competizione affinché stiano al passo con il panorama in continua evoluzione del calcio internazionale.