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Con trattati europei serve più democrazia, studio

Keystone-SDA

I futuri accordi con l'UE (i cosiddetti bilaterali III) rischiano di indebolire il Parlamento e la popolazione a vantaggio del Consiglio federale. È quanto mostra uno studio della Fondazione per la democrazia diretta, che propone sette misure per equilibrare le cose.

(Keystone-ATS) Lo studio, commissionato dalla fondazione al Centro per la democrazia di Aarau (ZDA) e pubblicato oggi, analizza le conseguenze della crescente influenza del diritto europeo sul sistema politico svizzero. La ricerca conclude che tale meccanismo modifica il peso politico del Consiglio federale, del Parlamento, dei Cantoni e della popolazione.

Secondo i risultati, l’adozione dinamica del diritto sposta l’equilibrio dei poteri. “Il Consiglio federale e l’amministrazione ne escono rafforzati. Il Parlamento, la popolazione e le organizzazioni della società civile ne escono indeboliti”, afferma Daniel Graf della Fondazione per la democrazia diretta. Sebbene la democrazia diretta sia formalmente preservata, potrebbero emergere nuove tensioni tra le decisioni popolari e gli obblighi bilaterali.

Le misure proposte

Di fronte a questa constatazione, lo studio propone sette misure per garantire la partecipazione democratica. Il rapporto traccia un parallelo con la libera circolazione delle persone, che era stata accompagnata da misure di tutela salariale. Per gli Accordi bilaterali III, si tratterebbe di rafforzare i diritti democratici.

Per consentire al Parlamento di partecipare in modo più efficace, una possibilità sarebbe quella di istituire una commissione parlamentare permanente incaricata delle questioni europee. È inoltre ipotizzata l’introduzione di una “mozione europea”, che conferirebbe al Consiglio federale un mandato vincolante per definire la posizione della Svizzera nei negoziati, consigliano gli autori dello studio.

I ricercatori propongono altre misure a favore della trasparenza. Sarebbe quindi necessario istituire servizi accessibili al pubblico, incaricati di sintetizzare gli sviluppi del diritto dell’UE. Inoltre, un responsabile indipendente per la democrazia dovrebbe monitorare sistematicamente le ripercussioni, a livello nazionale, dell’adozione dinamica del diritto europeo sulla democrazia diretta, sulla partecipazione parlamentare e sui diritti politici.

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