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Con addio a Lindsey Graham repubblicani a caccia del suo sostituto

Keystone-SDA

Con la scomparsa di Lindsey Graham, è partita la caccia dei repubblicani a individuare chi lo sostituirà alle elezioni di metà mandato, dove era candidato per il Senato.

(Keystone-ATS) La legge del Sud Carolina prevede che il governatore Harry McMaster nomini qualcuno temporaneamente per sostituirlo fino e a gennaio, quando il nuovo Congresso che emergerà dalle elezioni di metà mandato entrerà in carica. Nel frattempo si terranno del primarie repubblicane speciali per decidere chi sarà il candidato al Senato. Gli aspiranti possono presentarsi dal 21 luglio e l’elezione speciale sarà l’11 agosto. Se ci dovesse essere un ballottaggio, il voto si terrà due settimane dopo.

Chi vincerà le primarie si scontrerà con la candidata democratica Annie Andrews a novembre. A guardare con interesse al posto di Graham è Nancy Mace, la repubblicana che ha perso le primarie da governatrice nel Sud Carolina e che lascerà il suo seggio da deputata a gennaio.

Dal canto suo, all’emittente americana Nbcm il presidente americano Donald Trump ha parlato così della scomparsa del senatore Graham: “Non ci posso credere, era uno di famiglia”. “Ci avevo parlato ieri sera, stava bene ma mi aveva detto che era stanco”, ha raccontato il Trump, definendola una “grande perdita”.

“Ho qualcuno in mente che sarebbe fantastico” per prendere il posto di Graham, ha aggiunto Trump senza però fare nomi su chi potrebbe candidarsi alle primarie repubblicane speciali che saranno indette in agosto per decidere chi correrà per il Senato alle elezioni di metà mandato.

E alla Casa Bianca sono state allestite bandiere a mezz’asta per la morte improvvisa di Lindsey Graham, il senatore alleato di Donald Trump. Il presidente ne ha parlato con affetto sui social, ricordando quando difese Brett Kavanaugh durante le audizioni per diventare giudice della Corte Suprema. Graham “era un buon termometro degli umori del Senato”, ha messo in evidenza Trump.

Trump incontra premier iracheno

Intanto, il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi si recherà lunedì negli Stati Uniti per incontrare proprio il presidente statunitense, nella sua prima visita internazionale da quando ha assunto l’incarico: lo ha dichiarato il portavoce del governo.

Zaidi, salito al potere quest’anno con la benedizione di Trump, ha assunto la carica in un contesto di crescente pressione statunitense su Baghdad affinché disarmasse i gruppi armati filo-iraniani che hanno spesso preso di mira le installazioni statunitensi in Iraq.

A Washington, Zaidi spera di attrarre investimenti statunitensi nel Paese, che ha urgente bisogno di rilanciare la propria economia, soprattutto dopo le significative perdite di entrate causate dall’interruzione delle esportazioni di petrolio durante la guerra in Medio Oriente. Zaidi “si recherà a Washington lunedì, alla guida di una delegazione di alto livello, su invito del presidente degli Stati Uniti”, ha dichiarato il portavoce del governo Haidar al-Aboudi. I colloqui si concentreranno sul “rafforzamento delle relazioni economiche e degli investimenti”, in particolare nei settori petrolifero ed energetico, ha aggiunto.

Il monopolio statale sulle armi è un requisito necessario per “garantire la stabilità interna… e attrarre investimenti in grado di rilanciare” l’economia, ha affermato Aboudi. Zaidi ha promesso di assicurarsi che i gruppi armati filo-iraniani consegnino le armi, ma sta incontrando resistenza da parte di alcune potenti fazioni.

Durante il suo viaggio di una settimana a Washington, Zaidi dovrebbe firmare molti altri accordi, tra cui uno per istituire un fondo in cui l’Iraq depositerà mezzo milione di barili di petrolio al giorno in cambio di un aumento della fornitura di energia elettrica del Paese.

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