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CN: sponsorizzazioni casse malati, approvata mozione Quadri

Keystone-SDA

Le sponsorizzazioni delle casse malati che offrono l'assicurazione di base vanno limitate a piccole iniziative locali mirate alla promozione del movimento e della salute, escludendo le grandi società sportive.

(Keystone-ATS) È quanto chiede una mozione di Lorenzo Quadri (Lega/TI) approvata oggi dal Consiglio nazionale con 117 voti contro 71 e 4 astenuti.

Alla luce dei continui aumenti dei premi dell’assicurazione di base, “vedere casse malati finanziare grandi società sportive dai budget multimilionari genera incomprensione e frustrazione”. Per il ticinese non si tratta tanto dell’ammontare di queste spese, quanto piuttosto del segnale che esse trasmettono. “È una questione di credibilità del sistema”.

Il governo, ha proseguito Quadri, sostiene inoltre che la pubblicità sia parte integrante della concorrenza prevista dalla legge. “È vero, ma proprio per questo occorre interrogarsi anche sulla qualità”. Le sponsorizzazioni di grandi eventi o club sportivi non promuovono la salute: servono piuttosto ad attirare i cosiddetti buoni rischi.

Il Consiglio federale – sempre secondo il leghista, riferendosi alla risposta fornita per iscritto dal governo alla sua mozione – solleva difficoltà pratiche di attuazione, in particolare nella distinzione tra assicurazione obbligatoria (LAMal) e complementare (LCA). “È una sfida reale, ma non insormontabile”, per Quadri, che ricorda come il nostro ordinamento conosca già numerosi ambiti in cui è necessario distinguere tra diverse fonti di finanziamento e imporre obblighi di trasparenza.

Vana l’opposizione della consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, che in apertura del suo intervento ha ricordato come fosse stato proprio il Parlamento, nel 2012, a respingere le norme sulla pubblicità proposte dal governo.

La ministra dell’interno ha poi sottolineato che le spese pubblicitarie sono considerate costi amministrativi e che già oggi l’Ufficio federale della sanità pubblica interviene quando tali costi risultano manifestamente eccessivi.

Secondo Baume-Schneider, distinguere le spese pubblicitarie tra assicurazione complementare e assicurazione malattia obbligatoria è inoltre difficile, se non impossibile: quando un assicuratore fa pubblicità con il proprio logo, per la popolazione non è semplice capire se quella campagna sia finanziata con fondi della LAMal oppure della LCA.

La mozione passa ora al Consiglio degli Stati.

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