CN: sì a tassa per le cure in pronto soccorso
Una tassa di 50 franchi per le cure in pronto soccorso, da introdurre a discrezione dei Cantoni.
(Keystone-ATS) È quanto vuole il Consiglio nazionale, che oggi ha approvato di misura, per 96 voti a 91 (tre astenuti), un progetto in tal senso elaborato dalla sua Commissione della sicurezza sociale e della sanità, malgrado l’opposizione del governo. Il dossier si trasferisce ora agli Stati.
Il disegno legislativo prende spunto da un’iniziativa parlamentare presentata nel lontano 2017. Visto che il numero di consultazioni dei pazienti nei pronto soccorso degli ospedali è in aumento, spesso per casi di lieve entità, si è cercato un modo per creare un effetto dissuasivo e ridurre così il sovraccarico in questi reparti.
La definizione di cosa sia un caso di poco conto si è dimostrata complicata, ha dichiarato il relatore commissionale Patrick Hässig (Verdi liberali/ZH). La tassa di 50 franchi riguarderà quindi tutti, indipendentemente dal trattamento ricevuto, ma allo stesso tempo sono previste molte eccezioni, ha spiegato lo zurighese.
Parecchie deroghe
Non dovrà mettere mano al portafoglio chi arriva alle urgenze munito di un’indicazione scritta di un medico, una farmacia, un centro di telemedicina o per il tramite di un numero cantonale per le urgenze. Sono esonerati anche le donne incinte, i bambini e le persone portate in ambulanza. Il balzello concerne dunque gli adulti che si recano in pronto soccorso di loro iniziativa e senza aver prima contattato qualcuno, ha riassunto Hässig. La possibilità di escludere chi risiede in una casa di cura o chi chiede una consultazione per un’emergenza psichiatrica è invece stata bocciata.
Stando al disegno, gli assicurati – è interessato unicamente chi è assoggettato all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie – dovranno pagare un supplemento all’aliquota percentuale di 50 franchi, che sarà applicato non appena il diretto interessato avrà raggiunto la propria franchigia annuale. La competenza di introdurre queste misure sarà come detto delegata ai Cantoni, i quali potranno attivarsi su base volontaria. L’opzione di un’attuazione su scala nazionale, caldeggiata dal Centro, è stata scartata.
Dibattito animato
Il tema è stato oggetto di un animato dibattito soprattutto nel corso della discussione sull’entrata in materia, dove alla fine ha prevalso, con un risultato praticamente identico al voto sull’insieme, il sì. Il progetto ha incassato il sostegno di UDC, PLR e Verdi liberali, mentre d’altro canto sinistra e Centro si sono opposti.
“Bisogna tenere conto del fatto che l’87% dei partecipanti alla consultazione ha mostrato scetticismo”, ha detto Lorenz Hess (Centro/BE). “Lo hanno fatto per paura di certe cerchie, vi sono persone che amano litigare”, gli ha replicato, alludendo agli stranieri, Andreas Glarner (UDC/AG), secondo cui è giusto che il servizio offerto abbia un costo.
Mostro burocratico
“Questa proposta non è efficace né realistica”, si è lamentata Valérie Piller Carrard (PS/FR). Stando alla friburghese, si andrebbero inoltre a svantaggiare alcune categorie, come chi è afflitto da patologie croniche. I maggiori oneri amministrativi e i costi supplementari a carico dei fornitori di prestazioni e in generale di tutti gli attori coinvolti sono stati altri argomenti sollevati dai contrari. “Non si tratta affatto di un mostro burocratico”, ha smentito questa tesi Kris Vietze (PLR/TG).
“Il governo ha simpatia per gli obiettivi del progetto, ma non ritiene che sia in grado di raggiungerli”, ha sottolineato da parte sua la ministra della sanità Elisabeth Baume-Schneider. Lasciare a ogni Cantone libertà di scelta è incompatibile con il sistema, ha fatto notare invano la giurassiana, preoccupata pure dal fatto che la novità penalizzerebbe le persone in situazione d’urgenza. Negli orari marginali e nei fine settimana, il pronto soccorso è spesso l’unico punto di accesso all’assistenza medica, aveva rilevato il Consiglio federale lo scorso agosto motivando la sua diffidenza.