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CN: neutralità, no a iniziativa e controprogetto

Keystone-SDA

L'iniziativa popolare sulla neutralità deve essere respinta. È quanto ha raccomandato oggi il Consiglio nazionale - con 128 voti a 60 - dopo un lungo dibattito iniziato nel tardo pomeriggio di ieri.

(Keystone-ATS) Molto discussa l’idea degli Stati di un controprogetto diretto, per finire respinta con 109 voti a 77 e 2 astensioni, come auspicato anche dal Governo.

L’iniziativa, la cui denominazione ufficiale è “Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)”, è stata lanciata da Pro Svizzera e da alcuni membri dell’UDC.

Chiede di iscrivere nella Costituzione una definizione di neutralità, esigendo che Berna non aderisca ad alcuna alleanza militare o di difesa, salvo in caso di attacco diretto contro la Svizzera. Vuole inoltre che la Confederazione rinunci a sanzioni nei confronti di Stati belligeranti, al contrario di quanto fatto con la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina.

Nel giugno del 2025, i “senatori” avevano scelto, al contrario dell’Esecutivo, di presentare un controprogetto diretto, ritenendo che occorra sancire la definizione di neutralità nella Confederazione per consentire al popolo di votare su una versione che corrisponde alla prassi attuale.

Oggi alla tribuna si sono presentati un gran numero di parlamentari che hanno tracciato i contorni, storici, geopolitici, ma talvolta anche filosofici, del concetto di neutralità, tornando più e più volte sulle stesse argomentazioni.

Una questione di “credibilità”

“Neutralità non significa indifferenza”, ha per esempio puntualizzato nel fronte dei fautori Walter Gartmann (UDC/SG). “Proprio per questo è importante iscrivere i nostri principi nella Costituzione”. “La neutralità è la prima linea di difesa di cui disponiamo”, ha aggiunto Erich Hess (UDC/BE), sostenendo che le sanzioni alla Russia siano state un errore e ora tocchi al popolo correggere il tiro. Sulla stessa linea Lorenzo Quadri (Lega/TI), per il quale “l’iniziativa è indispensabile per ricostruire quello che è stato smantellato”.

Come molti altri, su entrambi i fronti, Erich Vontobel (UDC/ZH) ha evocato la credibilità della Svizzera per poter continuare a svolgere un ruolo di mediatrice, mentre Piero Marchesi (UDC/TI) ha affermato che nel dibattito odierno “stiamo decidendo se la Svizzera vuole rimanere la Svizzera”, per poi aggiungere che “la neutralità oggi viene applicata a seconda di chi abbiamo davanti, ma questa è politica a doppio standard, è ipocrisia”.

Neutralità per garantire sicurezza

“Chiedete a cento persone cosa significhi essere neutrale, otterrete cento risposte diverse”, ha replicato Priska Seiler Graf (PS/ZH), ricordando che il concetto è evoluto nel corso della storia. Questa iniziativa “deteriorerebbe la situazione attuale” poiché “la neutralità non deve essere fine a se stessa, ma è uno strumento per garantire la sicurezza del Paese”, ha aggiunto Damien Cottier (PLR/NE).

L’iniziativa ci vuole vietare qualcosa, ci vuole impedire di adottare sanzioni, ha criticato Ueli Schmezer (PS/BE), aggiungendo che “non dobbiamo essere neutrali contro certe cose, dobbiamo poter dire di no”. Per Nicole Barandun (Centro/ZH) “non deve essere un partito a dirci cosa sia la neutralità”, dato che “appartiene a tutti”.

Secondo Raphaël Mahaim (Verdi/VD), “l’iniziativa vuole fissare la definizione di neutralità in modo troppo rigido nella Costituzione”. Un concetto rilevato anche da Simone Gianini (PLR/TI) per il quale il testo posto in votazione popolare rischia di trasformare uno strumento di politica estera in “una camicia di forza”. “La neutralità non è mai stata statica, è sempre stata interpretata in funzione degli interessi superiori del Paese”, ha fatto notare.

Per il ministro degli esteri Ignazio Cassis la neutralità non è mai stata iscritta nella Costituzione proprio per non ridurre il margine di manovra del Governo, ciò che invece intende fare l’iniziativa. Essa “impedirebbe di reagire alle realtà della politica estera”, ha messo in guardia il ticinese.

Il dossier torna agli Stati, di nuovo chiamati ad esprimersi su un possibile controprogetto, vista la bocciatura odierna da parte del Nazionale. Alla fine i cittadini saranno chiamati alle urne e Cassis sarà confrontato per la prima volta a una votazione popolare.

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