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CN: IVA ridotta per settore alberghiero, sì solo fino al 2031

Keystone-SDA

Il Consiglio nazionale propone un compromesso riguardante l'aliquota agevolata del 3,8% per il settore alberghiero, in scadenza a fine 2027. Con 101 voti contro 86 e 7 astenuti, ha deciso oggi di prorogarla al 2031.

(Keystone-ATS) La commissione dell’economia e dei tributi (CET-N), aveva proposto di confermare la non entrata in materia decisa in prima lettura, che avrebbe significato il passaggio all’aliquota ordinaria dell’8,1%, mentre una minoranza voleva allinearsi al disegno di legge del Consiglio federale e al Consiglio degli Stati con un prolungamento fino al 2035.

La misura di favore per il settore alberghiero è in vigore dal 1996 ed è poi stata prorogata per sei volte. A chiedere il suo prolungamento era inizialmente una mozione della “senatrice” Esther Friedli (UDC/SG).

Il relatore commissionale Jürg Grossen (PVL/BE) ha presentato la sua posizione spiegando che “la situazione economica è cambiata dall’ultimo dibattimento. I 300 milioni di franchi previsti per il rinnovo della misura non sono più disponibili e andrebbero trovati altrove. Sarebbe difficile spiegare alla popolazione che a un aumento generalizzato dell’IVA in favore dell’esercito e della tredicesima AVS viene contrapposta un’eccezione per un singolo settore. Questa eccezione, inoltre, nata come misura d’emergenza s’è nel frattempo trasformata in uno sconto prolungato, nonostante la crisi iniziale sia stata riassorbita. A differenza della Germania (7%) le nazioni vicine hanno un’aliquota agevolata superiore alla nostra ordinaria. In Francia, Italia e Austria è infatti al 10%”.

A nome della minoranza, Philipp Matthias Bregy (Centro/VS), ha ribattuto: “I piccoli albergatori che subiscono meno le influenze del turismo mondiale sono quelli che qualitativamente subirebbero di più una modifica dell’aliquota. Mantenerla tale è dunque una delle misure più efficaci per sostenere questo settore, in particolare nel confronto internazionale”. Secondo il vallesano ad approfittarne sarebbero inoltre quei cittadini svizzeri che decidono di trascorrere le vacanze in patria.

Una seconda minoranza della CET-N aveva invece richiesto di prorogare l’aliquota agevolata soltanto per le aziende con un fatturato annuo inferiore a 10 milioni di franchi. Questa è stata bocciata da 115 parlamentari contro 75 e 5 astenuti.

Il dossier torna ora al Consiglio degli Stati.

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