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CN: iniziativa neutralità, rinunciare a controprogetto

Keystone-SDA

L'iniziativa sulla neutralità deve essere sottoposta al voto popolare da sola. Oggi, per la seconda volta, il Consiglio nazionale (con il risultato di 108 voti a 83) ha infatti detto no alla proposta dell'altra Camera, che vuole affiancarle un controprogetto diretto.

(Keystone-ATS) Il testo è già stato bocciato in prima lettura da entrambi i rami del Parlamento. No ribadito anche in occasione del secondo passaggio. In sospeso rimane la questione del controprogetto, visto che il Consiglio degli Stati, malgrado l’opposizione della Camera del popolo e del Consiglio federale, per ben due volte ha votato a favore di questa soluzione. I “senatori” si esprimeranno nuovamente nella giornata di domani.

L’iniziativa, la cui denominazione ufficiale è “Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)”, è stata lanciata da Pro Svizzera e da alcuni membri dell’UDC. Chiede di iscrivere nella Costituzione una definizione di neutralità, esigendo che Berna non aderisca ad alcuna alleanza militare o di difesa, salvo in caso di attacco diretto contro la Svizzera. Il testo vuole che la Confederazione rinunci a sanzioni nei confronti di Stati belligeranti, al contrario di quanto fatto con la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina.

Perpetua e armata

Obiettivi questi considerati troppo rigidi dai detrattori. Verrebbe limitato il margine di manovra della Svizzera in materia di politica estera, ha ribadito a nome della commissione Laurent Wehrli (PLR/VD), stando al quale il concetto di neutralità deve rimanere pragmatico e flessibile.

Nel giugno del 2025, i “senatori” avevano però scelto di presentare un controprogetto diretto, ritenendo che occorresse sancire la definizione di neutralità nella Costituzione – qualificandola come “perpetua e armata” – per consentire al popolo di votare su una versione che corrisponde alla prassi attuale. Una volontà confermata di misura – a decidere era stato il voto del presidente Stefan Engler (Centro/GR) – settimana scorsa, dopo il primo no del Nazionale. Contrariamente all’iniziativa, la proposta di compromesso non limita le sanzioni o la collaborazione con eserciti stranieri.

Ma durante la seduta odierna i consiglieri nazionali, seguendo il parere della commissione preparatoria, hanno riaffermato la loro ostilità nei confronti dell’idea. Secondo l’altro relatore commissionale, Gerhard Pfister (Centro/ZG), il controprogetto non rappresenterebbe un valore aggiunto, anzi “solleverebbe più domande che risposte”.

Chiarire la neutralità

A favore vi erano invece l’intero gruppo UDC, parte del Centro e alcuni membri del PLR, convinti che questa sia l’opportunità giusta per chiarire il concetto di neutralità. “Un articolo costituzionale aiuterebbe la Svizzera anche nei rapporti con gli altri Stati. Non vuol dire che ce ne stiamo a guardare”, ha detto Lukas Reimann (UDC/SG), rivolgendosi direttamente al consigliere federale Ignazio Cassis, presente in aula.

“Senza controprogetto, sosterremo l’iniziativa e penso che avremo buone probabilità di successo”, ha aggiunto Reimann. “Non dobbiamo farci trascinare in conflitti all’estero”, gli ha dato man forte Roland Rino Büchel (UDC/SG). “La neutralità non merita neanche una frasetta nella Costituzione?”, ha retoricamente chiesto ai colleghi Hans-Peter Portmann (PLR/ZH). Per lo zurighese, chi pensa che la prassi usata nel passato fosse apprezzata e di successo dovrebbe “tornare a lezione di storia”.

Da parte sua, Cassis ha replicato evidenziando che il governo è convinto della neutralità nella sua forma attuale e la applica “in maniera coerente. Non vogliamo assolutamente indebolirla come qualcuno sostiene”. Stando al ministro degli esteri, vi è poi il rischio che la novità venga percepita all’estero come “un cambiamento di rotta”.

Il dossier torna agli Stati per una divergenza formale.

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