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CN: infermieri, no a riduzione durata massima settimanale lavoro

Keystone-SDA

La durata massima settimanale del tempo di lavoro del personale infermieristico non sarà ridotta. Lo ha deciso il Consiglio nazionale (con 95 voti contro 61 e 39 astenuti), che ha respinto questo e altri miglioramenti delle condizioni di lavoro proposti dal governo.

(Keystone-ATS) Le divergenze di vedute in merito alla legge d’applicazione dell’iniziativa popolare sul tema, approvata il 28 novembre 2021, sono emerse già all’inizio dei dibattiti, con l’UDC e il PLR che hanno presentato due proposte per rinviare il dossier al governo.

Il disegno oggi sul tavolo causerà un aumento dei premi del 2-4%, ha sostenuto Diana Gutjahr (UDC/TG). Per la turgoviese è quindi necessario avere una discussione sul catalogo delle prestazioni.

Non è possibile quantificare con precisione le conseguenze finanziarie, ha replicato la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider sostenendo che l’inazione costerebbe ancora di più.

Respinte le due proposte di rinvio del dossier all’esecutivo, il Nazionale ha iniziato a discutere dei due aspetti più controversi della nuova legge: la durata del lavoro delle infermiere e degli infermieri e le compensazioni salariali.

Il Consiglio federale nel suo messaggio ha chiesto di ridurre a 45 ore la durata massima settimanale del lavoro. Quella normale dovrebbe scendere a 40-42 ore. Per la maggioranza, tuttavia, le proposte del Consiglio federale costituiscono un’ingerenza eccessiva nei rapporti di lavoro e comportano costi sproporzionati.

Il relatore commissionale Benjamin Roduit (Centro/VS) ha poi sottolineato un altro aspetto: la diminuzione delle ore potrebbe paradossalmente accentuare la carenza di manodopera qualificata.

Con 110 voti contro 84, il Nazionale ha così deciso di mantenere a 50 ore la durata massima settimanale del lavoro. Con 117 voti a 72, la camera ha poi deciso di portare la durata ordinaria della settimana lavorativa a 42 ore.

Durante le discussioni la sinistra e il PVL non hanno mancato di esprimere la loro delusione in merito alle decisioni adottate dal plenum. Confermando le 50 ore settimanali, tagliando le compensazioni e precarizzando condizioni già insostenibili, il progetto non raggiunge i suoi scopi, ha affermato Brigitte Crottaz (PS/VD). Non bisogna poi stupirsi se il personale abbandona la professione, ha aggiunto la vodese.

La nuova legge prevede anche che gli straordinari vengano compensati con tempo libero di pari durata o con un supplemento salariale del 25%. Su questo punto, contrariamente a quanto proposto dal governo, il Nazionale ha stralciato dalla legge la priorità del recupero nel tempo libero rispetto a un pagamento.

Altra decisione: un supplemento salariale di almeno il 25% (il governo proponeva il 50%) per chi lavora la domenica o durante i giorni festivi. Le pause, dal canto loro, conteranno come tempo di lavoro retribuito.

Al Consiglio federale viene poi data la competenza di stabilire come vadano compensati i servizi di reperibilità e di picchetto. I piani di lavoro dovranno essere comunicati con un preavviso di almeno quattro settimane. In caso di cambiamenti comunicati meno di un mese prima, il dipendente ha diritto a una compensazione di tempo o finanziaria pari al 25% (25-50% secondo le proposte iniziali del governo).

Le parti sociali saranno inoltre tenute a negoziare contratti collettivi di lavoro (CCL), che potranno derogare alle disposizioni relative alle condizioni di lavoro anche a sfavore del personale infermieristico, purché siano soddisfatte determinate condizioni. La legge indica anche come dovranno essere gestiti i costi aggiuntivi. Presente anche un capitolo sulla formazione.

Il dossier passa ora all’esame del Consiglio degli Stati.

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