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CN: giochi olimpici 2038, sì a credito 200 milioni, no a referendum

Keystone-SDA

Il Consiglio nazionale ha approvato un decreto federale che prevede un contributo di 200 milioni di franchi su dieci anni per organizzare i Giochi olimpici e paralimpici invernali del 2038 con 137 voti a 40 e 14 astensioni, senza sottoporre il testo al popolo.

(Keystone-ATS) La proposta è notevolmente inferiore dal punto di vista finanziario rispetto alle precedenti candidature e “soprattutto non prevede la garanzia di copertura del deficit nei confronti di Swiss Olympic. Le ricadute fiscali previste variano tra i 260 e i 350 milioni di franchi. Inoltre il comitato organizzatore deve garantire almeno 28’000 posti letto solo per l’organizzazione, senza considerare atleti, media e turisti ” ha osservato a nome della commissione Estelle Revaz (PS/GE).

Se tutte le parti si sono schierate, almeno parzialmente, a favore del credito, la principale questione della discussione è stata la necessità o meno di sottomettere il testo a referendum facoltativo. Questa è alla fine stata respinta con 106 voti contro 78 e 8 astensioni.

Tra i favorevoli Roman Hug (UDC/GR) che ha spiegato come “i Cantoni coinvolti in precedenti candidature hanno già espresso un parere negativo, i Grigioni nel 2013 e nel 2017 e in Vallese nel 2018. Se un progetto generazionale come viene definito questo, non è di grande importanza e non merita pertanto di essere messo al voto, allora quale lo è? Sull’arco di una programmazione pluriennale, prevedere cento giorni per la raccolta firme in vista di un referendum facoltativo è sicuramente fattibile”.

David Roth (PS/LU) ha inoltre chiesto di andare al voto già entro il giugno 2027. Questo perché fino alla fine 2027 la Svizzera gode di un dialogo privilegiato con il Comitato olimpico internazionale (CIO) ed è attualmente la sola candidata in lista. Un’eventuale votazione popolare programmata oltre questo termine, renderebbe possibile la concorrenza di altre nazioni. La maggioranza della CSEC-N e il Consiglio federale vi si sono opposti con successo.

Il “ministro” dello sport Martin Pfister ha sostenuto che “la Svizzera potrà approfittare dei giochi a più livelli, turismo, società e immagine. L’ultimo esempio in questo senso sono gli europei femminili di calcio del 2025. Non tutte le garanzie richieste dal CIO sono già pronte, ma la Confederazione sosterrà Swiss Olympic e le federazioni coinvolte nella loro preparazione. Sottoporre questo progetto di 200 milioni su 10 anni, quindi con una bassa incidenza, a referendum facoltativo rappresenterebbe inoltre un precedente che ci costringerebbe ad aggiungere a questa lista molti altri temi”.

Una minoranza guidata dai Verdi ha inoltre chiesto l’inserimento di un articolo che obbligasse Confederazione, Cantoni e Comuni a compensare i danni ecologici e naturalistici inevitabilmente causati. Anche questa minoranza non ha però trovato terreno fertile, venendo respinta con 101 voti contro 90 e 2 astensioni.

“Nonostante la scelta di utilizzare infrastrutture già presenti, bisogna calcolare che saranno necessarie costruzioni secondarie come tribune e stand per il cibo. Inoltre i viaggi e i voli individuali saranno molti di più. Senza contare il probabile massiccio ricorso alla neve artificiale a causa del riscaldamento climatico”, ha spiegato la zurighese Katharina Prelicz-Huber.

Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati.

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