Clima: fondo ad hoc inefficace e dannoso per finanze
Istituire un fondo ad hoc per il clima che si basi sostanzialmente sulle sovvenzioni sarebbe inefficace e irresponsabile poiché metterebbe a dura prova le finanze federali, già in sofferenza.
(Keystone-ATS) È quanto affermato stamane dal consigliere federale Albert Rösti il quale, invitando la popolazione a respingere l’iniziativa popolare di PS e Verdi in votazione il prossimo 8 di marzo, ha sostenuto che la Confederazione, i Cantoni e i Comuni fanno già molto per raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050.
Iniziativa “irresponsabile”
L’iniziativa denominata “Per una politica energetica e climatica equa: investire per la prosperità, il lavoro e l’ambiente (Iniziativa per un fondo per il clima)” domanda alla Confederazione di istituire un fondo per il clima che verrebbe alimentato con un versamento annuale compreso tra lo 0,5 e l’1% del PIL fino al 2050, pari a 4-8 miliardi di franchi all’anno, ha dichiarato il “ministro” dell’energia e dell’ambiente democentrista.
I mezzi finanziari confluiti in questo fondo, tra l’altro non sottoposto al freno all’indebitamento, ha sottolineato il consigliere federale bernese, servirebbero a potenziare le fonti rinnovabili, l’efficienza energetica o la decarbonizzazione dei trasporti, degli edifici e dell’economia.
Per il Consiglio federale, ha dichiarato Rösti, un simile fondo sarebbe sovradimensionato ed eccessivamente centralizzato. “Ciò non solo causerebbe maggiori costi amministrativi, ma anche un onere eccessivo per le finanze federali poiché non sarebbe sottoposto al freno all’indebitamento”, ha spiegato Rösti.
Tenuto conto del momento delicato per le finanze federali, una tale iniziativa avrebbe come risultato, se accolta alle urne, un ulteriore indebitamento della Confederazione, una prospettiva giudicata “irresponsabile” dal capo del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC).
Ambiente, si fa già molto
Allo scopo di raggiungere gli obiettivi ambientali della Svizzera, il parlamento e il popolo, ha sottolineato Rösti, hanno già posto le basi per gli anni a venire, destinando alla protezione del clima e per l’efficienza energetica circa due miliardi all’anno a favore del clima e dell’energia, cui si aggiungono 600 milioni per la biodiversità. In futuro, questi mezzi dovrebbero aumentare, ha aggiunto.
Tutto ciò è sostenuto dalla Legge sul clima e sull’innovazione e dalle leggi sul CO2 e sull’energia rivedute. Si tratta di normative, con le rispettive ordinanze, che contengono tutta una serie di misure di sostegno e di incentivi che contribuiscono a cogliere gli obiettivi prefissati, ha sostenuto il “ministro” UDC.
Insomma, la Confederazione, i Cantoni e i Comuni fanno già molto, a detta del consigliere federale bernese, per il clima, con misure puntuali e focalizzate (principio di causalità, chi inquina paga, n.d.r) e degli interessi della popolazione e dell’economia, con quest’ultima che viene coinvolta attivamente in questo programma di ampio respiro.
Un fondo ad hoc che miri soltanto alle sovvenzioni, ha asserito il consigliere federale, rischierebbe inoltre di essere inefficiente poiché finirebbe col finanziare investimenti già previsti dal settore privato.