Cioccolato: svizzeri ne mangiano meno, ma lo pagano di più
Gli svizzeri mangiano meno cioccolato, ma lo pagano di più, perché i prezzi aumentano, spinti fra l'altro dall'elevato del costo delle materie prime, cacao in primis.
(Keystone-ATS) Stando ai dati diffusi oggi dall’associazione dei produttori Chocosuisse nel 2025 sono state smerciate 192’458 tonnellate di cioccolato, il 7,9% in meno dell’anno precedente. A calare è stato il consumo interno (-4,4% a 55’719 tonnellate), ma ancora di più il comparto dell’export (-9,3% a 136’829 tonnellate).
È una cattiva notizia per gli operatori del ramo, a cui se ne aggiunge un’altra: il consumo pro capite nella Confederazione è sceso del 2,7% a 10,3 chilogrammi, di cui il 6,1 chilogrammi di cioccolato svizzero (-4,5%) e 4,2 chilogrammi di prodotto importato (-0,2%).
Il quadro è invece di netto incremento se si considera il giro d’affari: +11,8% a 2,5 miliardi di franchi. “L’industria continua a subire una notevole pressione sui costi”, argomenta Chocosuisse. “In particolare il forte aumento dei prezzi del cacao ha incrementato sensibilmente i costi di produzione e ha reso necessari adeguamenti dei prezzi in molti mercati. Allo stesso tempo, il calo dei volumi di vendita dimostra che la domanda è diminuita in un contesto di prezzi più elevati”.
Secondo l’organizzazione il contesto di mercato internazionale è determinante per il futuro del settore: con una quota di esportazioni superiore al 70% il ramo dipende infatti fortemente da condizioni quadro stabili e da mercati aperti. “Il cioccolato svizzero gode di un’ottima reputazione in tutto il mondo”, afferma il presidente di Chocosuisse Beat Vonlanthen, citato in un comunicato. “Proprio in un contesto di mercato esigente è fondamentale che le nostre aziende possano continuare a contare su condizioni quadro economiche affidabili”. L’associazione chiede in particolare un accordo commerciale con gli Stati Uniti e un accesso senza ostacoli al mercato dell’Ue.
Fanno parte di Chocosuisse 16 aziende attive nel ramo, due delle quali ticinesi: la Alprose di Caslano e la Chocolat Stella di Giubiasco. Complessivamente le imprese nel 2025 davano lavoro a circa 4600 persone.