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Cina: +5% il Pil nel 2025, +4,5% nel quarto trimestre

Keystone-SDA

La Cina chiude il 2025 con un Pil in rialzo del 5%, poco sopra il 4,9% atteso, e centra il target ufficiale governativo di una crescita di "circa il 5%%", fermandosi però ai livelli più bassi degli ultimi decenni al netto del periodo della pandemia del Covid-19.

(Keystone-ATS) Nell’ultimo trimestre, secondo i dati dell’Ufficio nazionale di statistica, il Pil si è attestato a +4,5% su base annua, al passo più lento dal quarto trimestre del 2022: il dato è di poco superiore al +4,4% stimato alla vigilia ed è in frenata rispetto al 4,8% del periodo luglio-settembre 2025.

I dati di dicembre mostrano un indebolimento dei consumi interni (solo +0,9% le vendite al dettaglio, da +1,3% di novembre), mentre il settore manifatturiero sale: la produzione industriale è +5,2%, superando le aspettative di crescita del 5% e in aumento rispetto al 4,8% di novembre. Male gli investimenti in asset durevoli: -3,8% nel 2025, peggio delle stime a -3%, centrando nel 2025 il primo declino dal 1989, soprattutto per il -17,2% della componente immobiliare.

Il tasso di disoccupazione urbana resta invariato al 5,1% a dicembre rispetto a novembre. Il Dragone ha mostrato resilienza nel 2025, in gran parte grazie a dazi Usa inferiori alle attese e alla spinta degli esportatori a diversificare sui mercati al di fuori degli Stati Uniti, consentendo al governo centrale di rinviare sull’avvio di misure di stimolo su larga scala.

Surplus commerciale record

La Cina ha registrato un surplus commerciale record di quasi 1.200 miliardi di dollari lo scorso anno, trainato dal balzo dell’export verso i mercati non Usa, che potrebbe frenare quest’anno intorno al 3%. Le robuste spedizioni, premendo sui settori industriali di tutto il mondo, compresi l’Ue e l’Asia, potrebbero dare vita quest’anno a molte più tensioni. Il Fmi, in particolare, ha sollecitato a dicembre riforme economiche strutturali allo scopo di stimolare i consumi interni e di ridurre la dipendenza da esportazioni e investimenti, avvertendo che l’attuale modello di crescita presenta rischi a lungo termine.

Pechino ha cercato di frenare l’eccesso di capacità industriale e le aggressive guerre dei prezzi interne, soprattutto nelle e-car. L’inflazione al consumo ha visto un’accelerata dello 0,8% a dicembre, il ritmo più rapido in quasi tre anni, mentre i prezzi alla produzione sono scesi dell’1,9%. Tuttavia, il deflatore del Pil, la misura più ampia dei prezzi di beni e servizi, è rimasto negativo dal 2023 e si prevede che scenderà dello 0,5% nel 2026, la contrazione più lunga mai registrata.

I nuovi prestiti bancari sono scesi ai minimi degli ultimi 7 anni, a 16.270 miliardi di yuan (pari a 2.330 milardi di dollari) nel 2025, evidenziando la debole domanda di prestiti. La Banca centrale (Pboc) ha annunciato la scorsa settimana misure di allentamento del credito, quali un taglio dello 0,25% dei tassi su vari strumenti di finanziamento e l’aumento di quote sui programmi per settori come agricoltura, tecnologia e imprese private.

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