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CF: statuto S dopo marzo 2027, limiti per uomini in età di leva

Keystone-SDA

Poiché al momento non sussistono prospettive a breve e medio termine di un cessate il fuoco duraturo in Ucraina, la soluzione migliore per quanto attiene allo Statuto S è di prorogarlo dopo marzo 2027.

(Keystone-ATS) Parola del consigliere federale Beat Jans, secondo cui si pensa anche a limitazioni per gli uomini in età di leva sulla falsariga di quanto potrebbe fare l’Ue.

Proroga miglior soluzione

Ogni anno, ha affermato il “ministro” di giustizia e polizia, il Consiglio federale – che ha avviato oggi la consultazione su questo dossier – deve fare il punto sullo Statuto S.

“Rispetto a quanto pensavamo nel 2023, la guerra continua: oramai siamo oltre i 4 anni di combattimenti e una fine non è in vista”, ha sottolineato. La soluzione migliore in questo momento è quindi prorogare tale statuto – che rimane orientato al rimpatrio ha precisato Jans -, che offre una protezione efficace e sgrava il sistema di asilo.

Permesso B

Gli sconvolgimenti causati dall’aggressione russa hanno spinto oltre 5 milioni di ucraini a cercare protezione all’estero. Attualmente, ha affermato il consigliere federale basilese, la Svizzera accoglie 72 mila persone, di cui 46 mila risiedono da noi già da cinque anni.

Ciò significa che queste persone hanno avuto il tempo di imparare la lingua del posto, trovare lavoro (il 50% finora), mentre i figli frequentano le scuole. Insomma, si sono integrati, secondo il “ministro” socialista.

Stando alla legge sull’asilo, che regola anche lo Statuto S, queste persone possono chiedere un permesso di dimora B (valido finché lo sarà anche lo Statuto S). Ciò significa che queste persone hanno diritto alle stesse prestazioni sociali degli Svizzeri, secondo la legge in vigore, ha spiegato il responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP).

Tre scenari

Vista la situazione, in occasione della conferenza nazionale sull’asilo del novembre scorso, la Segreteria di stato della migrazione (SEM), i Cantoni, le città e i Comuni sono stati incaricati di preparare una regolamentazione chiara per il futuro dello statuto di protezione S.

Il piano, ha sottolineato il capo del DFGP, serve a preparare tre possibili scenari: il mantenimento dello Statuto S, quello preferito dal governo, la sua totale abrogazione in caso di un cessate il fuoco duraturo e un’uscita in caso di perdurare del conflitto.

Se la situazione cambia, ha sottolineato il consigliere federale, dobbiamo essere pronti: abbiamo bisogno di regole per un’uscita scaglionata da questo statuto che preveda anche prospettive realistiche per un ritorno in patria.

Cantoni, più margine di manovra

Poiché il pacchetto di sgravio prevede che la Confederazione non verserà dall’anno prossimo sussidi ai Cantoni per le persone titolari dello Statuto S da oltre cinque anni, il Consiglio federale desidera accordare a quest’ultimi maggiore libertà, di modo che dal prossimo marzo possano definire autonomamente nella loro legislazione lo standard di sostegno.

Per tale motivo, ha aggiunto Jans, l’esecutivo intende adeguare l’ordinanza 2 sull’asilo abilitando i Cantoni a fissare lo standard di sostegno. Nel caso di un’abrogazione dello Statuto S, le persone bisognose di protezione avranno diritto solo al soccorso d’emergenza.

Il Consiglio federale dovrà quindi anche fissare l’importo della somma forfettaria per il soccorso d’emergenza che la Confederazione rimborsa ai Cantoni per le spese sostenute a partire dal passaggio in giudicato della decisione di allontanamento.

Anche per questo motivo è necessario modificare l’ordinanza 2 sull’asilo. La consultazione su questa modifica di ordinanza verrà avviata il prossimo autunno. La sua entrata in vigore è prevista per il 1° marzo 2027, ha sottolineato il “ministro” basilese.

Sempre nel corso della seduta odierna, il governo ha incaricato il DFGP di porre in consultazione anche la proroga dopo marzo 2027 del programma S volto a sostenere le persone bisognose di protezione provenienti dall’Ucraina.

Limiti per chi è in età di leva

Nel corso dell’incontro coi media, Beat Jans ha ribadito l’importanza di coordinarsi con l’Ue, così come fatto fin dall’inizio della guerra, ciò anche per impedire la migrazione secondaria.

Il nostro Paese segue le discussioni a livello europeo, esaminando l’opportunità di adeguare la prassi svizzera alle relative decisioni di Bruxelles, ha sottolineato Jans. L’Ue sta per esempio pensando a limitare lo statuto di protezione S per gli uomini in età di servizio militare, ciò che presupporrebbe una modifica della nostra decisione di portata generale dell’8 ottobre 2025 concernente la concessione della protezione provvisoria in relazione alla situazione in Ucraina.

In base ai risultati della consultazione e alle eventuali decisioni dell’Ue, il Consiglio federale deciderà entro la fine dell’estate come procedere in materia.

Beat Jans ha rammentato che la SEM ha già limitato lo statuto S alle persone con ultimo domicilio in regioni ucraine occupate o contese, come chiesto dal parlamento approvando una mozione della consigliera agli Stati Esther Friedli (UDC/SG).

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