CF: anche industria chimica e farmaceutica finanzi Tox Info Suisse
Il finanziamento a lungo termine di Tox Info Suisse, il Centro svizzero d'informazione tossicologica, deve essere garantito dalla legge.
(Keystone-ATS) Lo sostiene il Consiglio federale, che oggi ha posto in consultazione – fino a febbraio 2027 – una revisione che obbligherebbe anche i fabbricanti di prodotti chimici e i titolari di omologazioni di medicamenti a partecipare ai costi del servizio, dopo che non è stato possibile raggiungere un accordo volontario con l’industria.
Stando all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), Tox Info Suisse – raggiungibile 24 ore su 24 al numero d’emergenza 145 – fornisce ogni anno circa 40’000 consulenze a privati e professionisti in caso di sospetta intossicazione. Tra le cause più frequenti figurano l’esposizione a prodotti chimici e l’assunzione di medicamenti. Il Centro svizzero svolge quindi un ruolo importante nella tutela della salute pubblica a livello nazionale, si legge in una nota governativa odierna.
Fondato circa 60 anni fa, il servizio è stato finanziato da soggetti privati e pubblici, nonché da contratti con ospedali e donazioni. Negli ultimi anni, tuttavia, diversi finanziatori si sono ritirati. Nonostante l’aumento dei contributi della Confederazione e dei Cantoni, le risorse disponibili non sono sufficienti a coprire i costi operativi annui, pari a circa 4,35 milioni di franchi.
Già nel settembre 2025 il Consiglio federale aveva sostenuto l’idea di consolidare il finanziamento pubblico e privato attraverso un accordo, prevedendo in alternativa un intervento legislativo. Dal successivo dialogo tra il Dipartimento federale dell’interno (DFI) e i rappresentanti dell’industria chimica e farmaceutica è emersa la mancata disponibilità del settore a garantire un sostegno volontario sostanziale e duraturo.
La revisione – si legge nel comunicato – prevede pertanto modifiche alla legge sui prodotti chimici (LPChim) e alla legge sugli agenti terapeutici (LATer), affinché i fabbricanti di prodotti chimici e i titolari di omologazioni di medicamenti e dispositivi medici siano chiamati alla cassa e contribuiscano al finanziamento del Centro d’informazione tossicologica. L’obbligo – viene precisato – riguarderebbe gli attori responsabili della fabbricazione di prodotti all’origine di oltre il 70% dei casi di intossicazione.
Secondo le stime, il nuovo sistema coinvolgerebbe circa 5’500 aziende del settore chimico e 300 titolari di omologazioni di medicamenti. I costi annui ammonterebbero a circa 240 franchi per ciascun fabbricante di prodotti chimici e a circa 5’300 franchi per ciascun titolare di omologazione. Confederazione e Cantoni continuerebbero a contribuire al finanziamento del servizio.
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