Certificato Covid contraffatto: Granit Xhaka accetta la sanzione
Granit Xhaka è stato condannato dalla Procura di Lucerna a una pena pecuniaria di 50 aliquote giornaliere da 3'000 franchi per conseguimento fraudolento di una falsa attestazione. Il calciatore ha accettato la pena inflittagli per un falso certificato Covid.
(Keystone-ATS) Lo ha reso noto oggi il capitano della Nazionale svizzera sul suo account di Instagram. Il periodo di prova è di due anni, il che significa che se il 34enne non commetterà alcuna infrazione durante questo periodo, la condanna non verrà eseguita.
“Qualche settimana fa ho detto che mi assumo la responsabilità della mia decisione. Confermo quanto detto”, afferma Xhaka in relazione alla condanna. Il capitano della “Nati” precisa di aver reso una deposizione completa al Ministero pubblico, di aver già pagato le spese processuali e di accettare la sentenza.
Xhaka aveva ottenuto il certificato di vaccinazione anti-Covid contraffatto nel 2022 a Lucerna. Il procedimento penale nei suoi confronti era stato reso pubblico alla metà di settembre: il calciatore aveva allora spiegato di avere nutrito dei dubbi sulla vaccinazione contro il Covid-19 e di essersi sentito insicuro, anche perché era risultato positivo al coronavirus. In quello stato d’animo turbato, aveva acquistato un certificato di vaccinazione. Un errore per il quale il capitano della nazionale si è voluto scusare.
A causa del procedimento penale, Xhaka non è stato convocato alle recenti partite di Nations League della Nazionale, così come Breel Embolo, anch’egli coinvolto in un caso di certificato contraffatto. Non è ancora chiaro quali conseguenze potrebbe avere la sentenza a livello sportivo per il calciatore della nazionale svizzera sotto contratto in Inghilterra con il Sunderland.