CEO Swiss Re, “IA porterà enormi miglioramenti di produttività”
Il CEO di Swiss Re Andreas Berger non vuole alimentare paure, ma ha un messaggio chiaro: l'intelligenza artificiale (IA) cambierà radicalmente il lavoro.
(Keystone-ATS) “Grazie agli agenti di IA vedremo miglioramenti di produttività come non se ne vedevano da decenni”, dichiara il numero uno del colosso della riassicurazione in un’intervista alla NZZ am Sonntag. E aggiunge: “Siamo in procinto di ripensare da capo i processi centrali della nostra azienda con l’aiuto dell’IA”.
Il 60enne ha fornito un esempio concreto: nel ramo delle assicurazioni per le costruzioni la determinazione del prezzo richiedeva fino a tre settimane con 25 passaggi e 14 applicazioni. “Con gli agenti di IA abbiamo fortemente semplificato questo processo e ridotto il numero di applicazioni a meno di 5. Oggi possiamo determinare un prezzo in parte già nell’arco di una giornata. L’aumento di produttività arriva fino all’80%”. Ma l’obiettivo non è risparmiare personale: “Il tempo liberato dei nostri collaboratori può essere usato per il loro vero lavoro: gestire più sinistri, concludere nuovi affari e aiutare i clienti ad aumentare la loro resilienza”.
Quanto ai rischi legati all’IA, il manager tedesco si dice cauto ma non allarmista. “L’innovazione e la scienza non mi fanno paura, finché l’applicazione avviene con senso di responsabilità. Viene comunque sottolineata l’importanza di una solida governance. “Presso Swiss Re badiamo molto attentamente che l’uomo non venga sollevato dalla responsabilità: alla fine è lui che decide”. Lo specialista ammette però che molte aziende hanno infrastrutture informatiche frammentate: “L’integrità e la qualità dei dati sono un tema centrale. Senza dati affidabili l’IA crea soprattutto complessità aggiuntiva, costi e frustrazione”.
Sul fronte dei rischi informatici, Berger conferma che i danni potenziali dell’intelligenza artificiale sono enormi. “Negli scenari peggiori sono talmente grandi che una singola società non può sostenerli. Per questo oggi il danno assicurato è limitato. Ma stiamo discutendo collaborazioni con il settore pubblico per aumentare la copertura”.
Infine il CEO difende la scelta di collaborare con Palantir, azienda statunitense specializzata nell’analisi di big data al centro di polemiche. “Abbiamo stretti processi di governance nella scelta dei nostri partner e la nostra collaborazione con Palantir è chiaramente focalizzata su casi d’uso definiti. Possiamo dire in buona coscienza che il nostro impiego in questo caso è garantito da regole chiare”. Il dirigente lancia poi la sfida: “Se trovate un altro fornitore con capacità paragonabili, fatemelo sapere. Sviluppare sistemi del genere richiede molto tempo ed è molto costoso. Ma mi lascio volentieri convincere del contrario”, conclude.