CEO Migros, “immigrazione necessaria per garantire l’offerta”
Per il CEO di Migros l'industria alimentare e il commercio al dettaglio dipendono in modo particolare dall'immigrazione. In un'intervista a "Schweiz am Wochenende", Mario Irminger si è detto quindi contrario all'iniziativa dell'UDC "No a una Svizzera da 10 milioni!".
(Keystone-ATS) “Abbiamo bisogno di una certa immigrazione, anche solo per garantire l’attuale livello di prestazioni nel commercio al dettaglio”, ha dichiarato il presidente della direzione della Federazione delle cooperative Migros al settimanale. “Nei prossimi anni molti dipendenti andranno in pensione, aumentando ulteriormente il fabbisogno di personale”, ha aggiunto, riconoscendo Comunque che l’immigrazione in Svizzera comporta anche certe sfide.
Tuttavia, per il 61enne “un tetto massimo alla popolazione, come richiesto dall’iniziativa promossa dall’UDC, creerebbe nuovi problemi”. Attualmente, circa il 60% di Micarna – azienda di Migros Industrie specializzata nella produzione di carne – sono cittadini stranieri, e nei reparti di lavorazione la percentuale arriva addirittura al 90%. “Già oggi dipendiamo da loro e sarà così anche per colmare le lacune che si presenteranno in futuro”, ha aggiunto Irminger.
“Senza immigrazione, sussiste un’alta probabilità che il servizio e l’offerta diminuiscano, ad esempio con orari di apertura più ridotti, meno filiali o una scelta più limitata”. Attualmente il gigante arancione conta circa 1’000 posti vacanti difficili da coprire. L’azienda è alla ricerca di collaboratori ad esempio nelle proprie panetterie e nei settori della lavorazione della carne e del latte.