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Cedu, la Turchia deve annullare la condanna di Osman Kavala

Keystone-SDA

La condanna di Osman Kavala all'ergastolo deve essere annullata in quanto è arbitraria, e diversi fattori mettono in causa l'indipendenza dei giudici che l'hanno pronunciata.

(Keystone-ATS) Lo afferma la Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) in una nuova sentenza definitiva concernente il difensore dei diritti umani che è in prigione dal 18 ottobre 2017, nonostante una precedente sentenza della Corte risalente al 2019 ne richiedesse la liberazione immediata.

Nella sentenza di Grande Camera, quindi definitiva, la Cedu ha stabilito che la Turchia ha violato il diritto di Kavala a un equo processo perché la sua condanna ha riguardato attività legittime, come la partecipazione a dibattiti e la diffusione di informazioni, ed è stata basata su “un’interpretazione arbitraria e imprevedibile del diritto penale turco”.

I giudici hanno anche stabilito che la condanna ha perseguito, come già era stato il caso per la sua detenzione, lo scopo “di punire Kavala per il ruolo svolto nelle manifestazioni di Gezi Park e per aver espresso le proprie opinioni in qualità di difensore dei diritti umani, nonché quello di ridurlo al silenzio”.

Inoltre la Cedu ritiene che il caso di Kavala dimostra che in Turchia esistono problemi strutturali per quanto concerne l’indipendenza della magistratura, e anche sul fronte delle condanne alla prigione a vita senza possibilità di una revisione della pena. La Corte ha sancito che la Turchia dovesse versare a Kavala 70.000 euro come risarcimento per i danni morali che ha subito e poco più di 43.000 per le spese legali che ha sostenuto.

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