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Cassis vuole che l’OSCE anticipi le sfide tecnologiche future

Keystone-SDA

L'anticipazione di future sfide tecnologiche deve costituire un progetto di primo piano per l'OSCE, secondo il suo presidente in esercizio Ignazio Cassis. Oggi a Ginevra, il consigliere federale ha invitato gli Stati membri a collaborare "in modo pragmatico".

(Keystone-ATS) “Se nessuno governa le tecnologie, saranno loro a governare noi”, ha insistito Cassis, esprimendosi all’inizio di una conferenza di due giorni dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) al CERN. Dopo aver portato questa battaglia al Consiglio di sicurezza dell’ONU a New York durante la presidenza svizzera nel 2024, il capo della diplomazia elvetica desidera ora che l’istituzione con sede a Vienna la faccia propria.

La minaccia “non è più la sorpresa tecnologica. È il divario politico”, ha affermato Cassis. A suo avviso, finché le regolamentazioni saranno in ritardo rispetto all’innovazione, sono possibili diffidenze, valutazioni errate e tensioni.

Il consigliere federale ha fatto notare che, in un contesto di incertezza sulla scena internazionale e mentre gli attori si moltiplicano, la tecnologia influenza le tre dimensioni principali dell’OSCE: i nuovi tipi di guerre e di deterrenza condizionano il piano politico-militare, la competizione digitale quello economico e delle libertà e la coesione sociale l’approccio verso l’essere umano.

Bisogna identificare le tecnologie prima che pongano problemi alla società, ha aggiunto Cassis. Un compito che la fondazione Geneva Science and Diplomacy Anticipator (GESDA), finanziata dalla Svizzera e dalle autorità locali ginevrine, porta avanti da diversi anni. Essa deve contribuire a garantire un utilizzo positivo delle tecnologie per la società e non come fattore di disuguaglianze o di perturbazione della sicurezza.

IA o quantistica

Il consigliere federale ha incaricato questa fondazione di informare in merito i membri dell’OSCE durante la presidenza svizzera di quest’anno. Dopo la fase di identificazione, Cassis auspica una valutazione comune per ridurre le divergenze e una collaborazione “pragmatica” laddove gli interessi convergono.

Non bisogna voler “regolamentare tutto”, ha ammesso il consigliere federale, bensì concentrarsi sulle sfide più importanti. Per due giorni, i partecipanti devono analizzare come l’intelligenza artificiale (IA) o i computer quantistici influenzino la sicurezza e la cooperazione in Europa. Ma anche come le nuove tecnologie possano permettere di gestire insieme risorse soggette a carenze.

Oltre ai rappresentanti degli Stati membri, vi figurano tra gli altri scienziati, attori del settore privato e responsabili di organizzazioni internazionali.

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