Casse pensioni, più investimenti illiquidi: opportunità e rischi
I cosiddetti investimenti illiquidi stanno assumendo un'importanza crescente nei portafogli delle casse pensioni svizzere.
(Keystone-ATS) Tassi d’interesse bassi e la ricerca di nuove fonti di rendimento hanno spinto nettamente al rialzo la quota di fondi parcheggiati in questo tipo di attivi. Secondo gli esperti diversificare non è di per sé una cattiva idea, ma comporta anche rischi.
Far confluire denaro in attività illiquide come immobili, ipoteche o investimenti alternativi garantisce spesso rendimenti stabili. Allo stesso tempo, però, il portafoglio perde flessibilità. Poiché simili impieghi dei soldi non sono appunto liquidi come le azioni, possono sorgere difficoltà in caso di vendita. Ad esempio, se il mercato immobiliare dovesse raffreddarsi bruscamente o il debito di alcuni paesi diventare un problema, anche per gli istituti di previdenza la situazione potrebbe trasformarsi in una sfida.
Secondo lo studio Risiko Check-up 2026 della società di consulenza Complementa la quota di investimenti illiquidi presso le casse pensioni elvetiche è aumentata sensibilmente negli ultimi 15 anni: includendo immobili, investimenti alternativi e ipoteche, circa il 36% del patrimonio è ora investito in attività non immediatamente negoziabili.
Finché i mercati restano stabili e le casse pensioni dispongono di sufficiente liquidità, questa evoluzione non rappresenta un problema: la situazione diventa critica solo quando si presentano contemporaneamente più fattori di stress. Stando agli esperti di Complementa, uno scenario possibile è una forte turbolenza dei mercati, in cui gli istituti necessitino a breve termine di liquidità per onorare impegni o riorientare i portafogli. Una parte delle casse si sta già preparando e prevede soprattutto investimenti aggiuntivi in immobili svizzeri e infrastrutture, per ridurre i rischi geopolitici.
In caso di forti turbolenze gli investimenti illiquidi possono spesso essere venduti solo con ritardo o con notevoli sconti sul prezzo. Inoltre il riorientamento dei portafogli con attività poco liquide è impegnativo e la valutazione nonché la misurazione dei risultati sono più complesse rispetto ai titoli quotati in borsa.
Un’ulteriore sfida deriva dalla struttura di molti investimenti nei mercati privati. Nel private equity o nel private debt gli investitori devono spesso onorare impegni di capitale su più anni. Allo stesso tempo, il momento e l’ammontare dei flussi di ritorno sono incerti. Complementa sottolinea che ciò può limitare la capacità di adattare rapidamente un portafoglio a mutate condizioni di mercato o di liquidità. Proprio nelle crisi economiche questo potrebbe diventare uno svantaggio, se la liquidità scarseggia all’improvviso.
Gli specialisti vedono rischi soprattutto nel settore immobiliare, che nel frattempo rappresenta più di un quinto del patrimonio delle casse pensioni. Se esso dovesse perdere nettamente dinamismo o andare incontro a una correzione prolungata dei prezzi e della domanda le vendite potrebbero diventare più difficili e le valutazioni finire sotto pressione.
Finora, però, i rischi sono in gran parte di natura teorica. La maggior parte delle casse pensioni svizzere dispone infatti attualmente di un grado di copertura confortevole, in alcuni casi record, e beneficia di forti rendimenti degli investimenti. Proprio questa solida situazione finanziaria facilita l’ampliamento degli investimenti in infrastrutture, immobili e altre attività alternative.
Stando a Complementa le casse non dovrebbero però adagiarsi su questa buona base di partenza. “Quanto maggiore è la quota di attività vincolate a lungo termine, tanto più importante diventa la capacità di una cassa pensioni di riconoscere per tempo i fabbisogni di liquidità e di mantenere riserve sufficienti”, mettono in guardia i professionisti.