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Casellario, no a richiesta sistematica a livello nazionale

Keystone-SDA

La richiesta sistematica di un estratto del casellario giudiziale, come prassi in Ticino e chiesto mediante una mozione da Piero Marchesi (UDC/TI), da parte di tutti i Cantoni in vista del rilascio di un permesso di soggiorno, cozzerebbe contro l'accordo di libera circolazione.

(Keystone-ATS) Una rinegoziazione di tale intesa è poco realistica, secondo il Consiglio federale che invita il plenum a respingere l’atto parlamentare del ticinese.

Marchesi trae spunto per la sua richiesta dal recente fatto di cronaca accaduto nei Grigioni, ossia l’arresto di una persona a Roveredo legata alla criminalità organizzata. Quest’ultima si era visto respinto il permesso di soggiorno, concesso poi da Coira, dalle autorità ticinesi a causa di precedenti penali.

Per Marchesi è inaccettabile che vigano in Svizzera prassi diverse, anche perché il caso evocato non è isolato. A Crans-Montana (VS), secondo quanto riportato dai media in relazione al rogo di Capodanno 2026, il responsabile del locale avrebbe avuto condanne in Francia, sottolinea il consigliere nazionale democentrista. Anche questo caso, aggiunge, “mostra come la presenza di precedenti penali all’estero possa non emergere in modo adeguato al momento del rilascio o del mantenimento di autorizzazioni”.

Credibilità a rischio

Secondo Marchesi, per evitare il ripetersi di casi del genere, occorre una regola federale chiara e uniforme. Chi chiede di soggiornare in Svizzera deve dimostrare di non avere precedenti incompatibili con l’ordine e la sicurezza pubblici, tanto nel Paese d’origine o di provenienza quanto, in caso di rinnovo, in Svizzera. Per questo, a detta del ticinese, l’obbligo di richiedere sistematicamente il casellario giudiziale costituisce uno strumento minimo di prevenzione, di protezione della popolazione e di credibilità dello Stato.

Troppa burocrazia

Nella sua risposta, il governo rammenta che, nel caso dei cittadini di Paesi terzi, la normativa prevede già che prima di rilasciare il permesso l’autorità competente possa esigere un estratto del casellario giudiziale dello Stato d’origine o di provenienza.

Tuttavia, rendere questa possibilità un obbligo aumenterebbe l’onere lavorativo per il trattamento di ogni domanda, il che si ripercuoterebbe negativamente sulla durata della procedura.

L’esecutivo pensa che sia più efficace permettere alle autorità competenti di decidere a discrezione in quali circostanze sia opportuno richiedere un estratto, il che è il caso in particolare in presenza di indizi di fatti penalmente rilevanti.

Ue, estratto solo per casi sospetti

La situazione è diversa per le persone che possono far valere l’Accordo sulla libera circolazione (ALC) o la Convenzione istitutiva dell’Associazione europea di libero scambio. Le autorità di migrazione possono, nei casi in cui lo ritengono indispensabile, richiedere allo Stato membro d’origine e ad altri Stati membri informazioni sui precedenti penali del richiedente.

Le autorità migratorie cantonali, competenti per l’applicazione dell’ALC, richiedono già sistematicamente un estratto del casellario giudiziale in caso di sospetti. Tuttavia, “tale modo di procedere non può avere carattere sistematico, in quanto ciò violerebbe l’ALC. Una rinegoziazione dell’ALC a questo riguardo non è realistica”.

Nuove misure allo studio

Frattanto, però, allo scopo di rafforzare la sicurezza e garantire lo scambio di dati e l’interoperabilità dei sistemi entro il quadro legale, l’esecutivo si è detto favorevole ad avviare colloqui esplorativi con l’Ue in vista di un’adesione della Svizzera a ECRIS (European Criminal Records Information System) e ECRIS-TCN (Third Country Nationals and Stateless Persons).

Le autorità svizzere disporrebbero in tal modo di uno strumento efficace nel quadro dei procedimenti penali. Potrebbero richiedere un estratto del casellario giudiziale anche nel settore della migrazione, “tuttavia solo in presenza di particolari sospetti”.

Parallelamente, aggiunge il Consiglio federale, “è pure esaminato se la conclusione di un accordo bilaterale tra la Svizzera e l’Italia sullo scambio di dati del casellario giudiziale sarebbe possibile, opportuna e compatibile con l’ALC. Occorre attendere i risultati di questo esame”.

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