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Camere: risparmi, neutralità, alimentazione e salari minimi

Keystone-SDA

La seduta odierna del Consiglio nazionale (08.00-13.00) inizierà con l'esame delle due ultime divergenze rimaste in merito al pacchetto di risparmi "sgravio 27". Riguardano i provvedimenti per valorizzare la frutta e l'istruzione dei giovani Svizzeri all'estero.

(Keystone-ATS) Tranne sorprese, la Camera del popolo dovrebbe eliminare i due punti ancora in sospeso. Nelle scorse sedute, Consiglio nazionale e degli Stati avevano invece già deciso che il bilancio della Confederazione va alleggerito esclusivamente attraverso il contenimento delle uscite e non con nuove entrate.

Il Nazionale sarà in seguito chiamato a decidere la sorte del controprogetto diretto all’iniziativa popolare “sulla neutralità”. Il Consiglio degli Stati ha per ben due volte sostenuto la necessità di affiancare una controproposta all’iniziativa, la Camera del popolo in prima lettura aveva invece bocciato l’idea.

Se anche oggi dovesse respingere l’entrata in materia sul controprogetto, come del resto chiede la commissione preparatoria, questo verrebbe definitivamente accantonato. L’iniziativa sarebbe così sottoposta al voto popolare da sola, con verosimilmente raccomandazione di respingerla.

L’iniziativa, la cui denominazione ufficiale è “Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)”, chiede di iscrivere nella Costituzione una definizione di neutralità, esigendo che Berna non aderisca ad alcuna alleanza militare o di difesa, salvo in caso di attacco diretto contro la Svizzera. Vuole inoltre che la Confederazione rinunci a sanzioni nei confronti di Stati belligeranti, al contrario di quanto fatto con la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina.

Anche il Consiglio degli Stati (08.15-13.00) esaminerà una iniziativa popolare, quella sull’alimentazione, che vuole aumentare il tasso di autonomia alimentare netto della Confederazione, che dovrebbe passare dall’attuale 46% ad almeno il 70%. La Commissione dell’economia e dei tributi propone un “no” senza controprogetto, come del resto già deciso dal Nazionale.

La Camera dei cantoni discuterà poi di un tema controverso, ovvero la prevalenza dei contratti collettivi di lavoro (CCL) sui salari minimi cantonali. La commissione preparatoria ha escluso qualsiasi riduzione salariale che porterebbe il salario a un livello inferiore a quello minimo in vigore a Ginevra, Neuchâtel, Giura, Basilea Città e in Ticino.

La riforma non concerne direttamente quest’ultimo, dove il salario minimo già ora non si applica laddove i contratti collettivi con clausola di valenza generale fissano stipendi più bassi. Ciononostante, il progetto sarà contestato, poiché la sinistra è chiaramente contraria.

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