Camere: legge TF, Crans-Montana, asilo, Mercosur, IVA e “Lex UBS”
La giornata odierna al Consiglio nazionale (08.00-13.00) inizierà con l'esame della revisione parziale della legge sul Tribunale federale.
(Keystone-ATS) Il progetto, che mira innanzitutto a rafforzare la certezza del diritto, propone la possibilità per due giudici, ovvero una minoranza qualificata della corte, di richiedere che una questione sia decisa dalle corti interessate riunite (procedura di coordinamento), l’inammissibilità dei ricorsi contro le contravvenzioni che prevedono multe inferiori a 500 franchi e l’applicazione dei valori litigiosi minimi ai ricorsi che riguardano esclusivamente pretese civili.
La Camera del popolo tornerà poi ad occuparsi della tragedia di Crans-Montana di Capodanno: nel marzo scorso, il Parlamento aveva approvato, con una legge urgente, un contributo di solidarietà di 50 mila franchi per ogni vittima dell’incendio che ha causato 41 morti, soprattutto giovani e giovanissimi, e oltre cento feriti. Le camere avevano tuttavia rinviato la decisione sui 20 milioni destinati a finanziare e organizzare una tavola rotonda con le persone coinvolte per agevolare la conclusione di accordi amichevoli fra le parti coinvolte.
Questo finanziamento era in seguito stato approvato – in giugno – dal Consiglio degli Stati. Ora tocca al Nazionale, la cui commissione competente ha espresso preavviso favorevole. Il progetto prevede che la Confederazione possa contribuire in via sussidiaria con un importo massimo di 20 milioni di franchi agli eventuali accordi raggiunti nell’ambito della tavola rotonda.
Il Nazionale terrà anche una sessione straordinaria sul tema “UE e asilo”, nella quale verranno discusse nove mozioni presentate da UDC, PLR e Verdi. Il Consiglio federale propone di bocciare tutti gli atti parlamentari che saranno trattati.
Da parte sua, il Consiglio degli Stati (08.15-13.00) inizierà la seduta affrontando l’ultima divergenza rimasta in merito all’accordo di libero scambio siglato tra i Paesi dell’AELS e quelli del Mercosur. Dopo aver bocciato lo scorso giugno il trattato in prima lettura, ieri il Nazionale si era allineato con gli Stati approvando l’intesa, a condizione che vengano contemporaneamente stanziati 517 milioni di franchi a favore dell’agricoltura per il periodo 2028-2033. La Camera del popolo ha poi deciso di concedere ulteriori 25 milioni, nel quadro della cooperazione internazionale 2029-2032, per la lotta contro la deforestazione.
I “senatori” discuteranno in seguito dell’aliquota speciale dell’IVA per le prestazioni nel settore alberghiero, attualmente fissata al 3,8%. Tale “sconto” scade a fine 2027 e il governo vorrebbe prolungarlo al 2035. Il Consiglio nazionale si è però opposto, ritenendo che il suo effetto sul turismo sia limitato e che a beneficiarne siano soprattutto le strutture di grandi dimensioni, che difficilmente lo ripercuotono sui propri ospiti.
La proposta di prorogare l’aliquota speciale dovrebbe invece essere approvata oggi dagli Stati: la commissione preparatoria l’ha sostenuta con 9 voti contro 2 e 2 astensioni. Se così sarà il dossier tornerà al Nazionale; un suo secondo “niet” sarebbe però definitivo.
I “senatori” dibatteranno in seguito del progetto – noto anche come “Lex UBS” – volto a sottoporre le banche sistemiche a norme più severe in materia di copertura delle partecipazioni estere. Il Consiglio federale propone di coprire le filiali estere delle grandi banche, quelle a rischio, esclusivamente con fondi propri di base di prima classe (CET-1). In caso di crisi, queste banche potrebbero così vendere, per esempio, una filiale americana senza che il capitale della casa madre venga intaccato.
Attualmente, queste filiali sono coperte per il 45% da questi fondi liquidi. UBS – l’unica banca sistemica svizzera concretamente interessata, visto che le altre banche svolgono le loro attività principalmente in Svizzera – non vede di buon occhio il progetto.
Il cambiamento costerebbe alla banca miliardi di franchi. E UBS teme per la propria competitività. Un argomento che ha fatto breccia tra alcuni esponenti del campo borghese. In commissione è così stato raggiunto un compromesso. Le filiali estere della principale banca svizzera dovranno essere coperte per il 50% con fondi CET-1. Il restante 50% sarà costituito da AT1, vale a dire capitali che, in caso di crisi, possono essere convertiti in fondi propri.
Tale compromesso potrebbe però avere vita breve: Andrea Caroni (PLR/AR) e Pirmin Bischof (Centro/SO) hanno entrambi depositato una proposta individuale che chiede la non entrata in materia, ossia la bocciatura della riforma. Insomma, i giochi sono tutt’altro che fatti.