Caldo e siccità, in difficoltà anche zecche e coleottero giapponese
Il caldo e la siccità persistenti potrebbero mettere in difficoltà zecche e coleotteri giapponesi, pericolosi rispettivamente per l'uomo e la vegetazione.
(Keystone-ATS) Le zecche non amano le condizioni che caratterizzano la canicola e per questo motivo sono più attive in primavera, a inizio estate e in autunno, come sottolinea l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Lo stesso vale per le larve del coleottero giapponese, che nei terreni secchi non trovano le condizioni ideali per il loro sviluppo.
Gli esperti si mostrano tuttavia ancora cauti riguardo al fatto che il perdurare di caldo e siccità potrebbe comportare una diminuzione del pericolo rappresentato da questi parassiti.
Se i periodi di siccità dovessero moltiplicarsi, ciò potrebbe sicuramente influire sul comportamento delle zecche, indica a Keystone-ATS l’Istituto svizzero di salute tropicale e pubblica (Swiss TPH).
Non sono stati raccolti dati comparabili. “Tuttavia, nell’ambito di un progetto di master, la ricerca delle zecche si è rivelata difficile, il che è probabilmente dovuto alla siccità”, afferma Pie Müller, responsabile del gruppo di ricerca Vector Biology presso lo Swiss TPH.
L’USP non dispone di informazioni sulla quantità della popolazione di zecche, ma fornisce dati sull’andamento delle malattie che possono essere trasmesse dai morsi di questi aracnidi, in particolare la meningoencefalite primaverile-estiva (FSME) o la borreliosi (malattia li Lyme).
Dal grafico comparativo annuale si evince che il numero di infezioni da FSME registrate nel giugno 2026 era nettamente inferiore a quello del mese corrispondente dell’anno precedente, ovvero 1,18 casi contro 1,46 casi ogni 100’000 abitanti.
Un quadro simile si riscontra anche per la borreliosi: nel giugno 2026 si sono registrati 23,16 casi per 100’000 abitanti, contro i 28,45 casi dell’anno scorso.
Questi confronti vanno tuttavia interpretati con cautela, poiché, soprattutto considerando il numero relativamente basso di casi di FSME, da un anno all’altro possono verificarsi notevoli fluttuazioni statistiche.
Il caldo e la siccità non infastidiscono i coleotteri giapponesi, dannosi per le piante – al contrario, ha indicato a Keystone-ATS Timo Börker del servizio cantonale di protezione delle piante della città di Basilea. “Temperature comprese tra i 21 e i 35 gradi rappresentano le condizioni ideali per i coleotteri”. Tuttavia tali condizioni non sono ideali per lo sviluppo delle loro larve. Gli effetti potranno essere valutati con certezza solo nella prossima stagione.